Zimbabwe ed oltre

Fonte: Studio 7 for Zimbabwe

 MILANO 4 ottobre 2018 - Molti amici e simpatizzanti delle nostre chiese sanno che la programmata visita in Zimbabwe di una delegazione della nostra UnioneBattista che era stata riprogrammata per ottobre, dopo un primo rinvio per ragioni di instabilità sociale e politica, ha subito un nuovo stop, questa volta per lo scoppio di un’epidemia di colera e febbre tifoide. L’epidemia, scoppiata ai primi di settembre, ha contagiato due grossi sobborghi della periferia della capitale Harare e in poche settimane si è diffusa in altri quartieri e in cinque altre province del paese. Il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha fatto appello alla comunità internazionale per cercare di arginare e circoscrivere il contagio. Purtroppo finora, nonostante gli aiuti pervenuti soprattutto dall’UNICEF nel campo del monitoraggio e della prevenzione, non si può ancora dire che la situazione sia sotto controllo. Per ora si parla di un bilancio di 45 vittime e di oltre 8.000 contagiati ma le condizioni delle condutture dell’acqua sono talmente degradate da rendere la situazione molto pericolosa proprio a causa dell’acqua inquinata diffusa dall’acquedotto cittadino.

ROMA, 29 marzo 2018 - 11 Maria se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro ai piedi, lì dov'era stato il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano deposto». 14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15 Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: «Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò». 16 Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!». Giovanni 20, 11-16.

Ai genitori adottivi dei bimbi e delle bimbe

del Programma di adozioni a distanza “Una Vita – Un dono”

Il Vangelo di Giovanni ci racconta di Maria Maddalena che andata alla tomba di Gesù per poter piangere più da vicino la sua morte, la trovò aperta e vuota. Gesù risorto l’aspettava ma lei non lo riconobbe subito. Fu soltanto quando Gesù pronunciò il suo nome, che lei riuscì a vederlo e tutto quel paesaggio desolato di morte si trasformò all’improvviso in una visione luminosa di vita e di futuro.

ROMA. 16 dicembre 2015 -

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