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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Home Zimbabwe ed oltre Messaggio di Pasqua 2018 dal Programma Una vita, un dono

Messaggio di Pasqua 2018 dal Programma Una vita, un dono

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ROMA, 29 marzo 2018 - 11 Maria se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro ai piedi, lì dov'era stato il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano deposto». 14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15 Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: «Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò». 16 Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!». Giovanni 20, 11-16.

Ai genitori adottivi dei bimbi e delle bimbe

del Programma di adozioni a distanza “Una Vita – Un dono”

Il Vangelo di Giovanni ci racconta di Maria Maddalena che andata alla tomba di Gesù per poter piangere più da vicino la sua morte, la trovò aperta e vuota. Gesù risorto l’aspettava ma lei non lo riconobbe subito. Fu soltanto quando Gesù pronunciò il suo nome, che lei riuscì a vederlo e tutto quel paesaggio desolato di morte si trasformò all’improvviso in una visione luminosa di vita e di futuro.

Quando il progetto di adozioni a distanza di orfani dello Zimbabwe nacque dieci anni fa lo chiamammo “Una vita – Un dono”. Era una maniera per ricordarci che ogni vita, ogni bimba, ogni bimbo nata/o è un dono, ogni bimbo e ogni bimba ha un nome, una storia unica e il pieno diritto a vivere una vita dignitosa.

Visitando lo Zimbabwe ci siamo resi conto che il fatto che la vita di ogni bambino e ogni bambina sia preziosa è una convinzione diffusa. Lo dimostra il fatto che quando viene a mancare la mamma e/o il papà dei bimbi, è sempre la famiglia allargata che se ne prende cura. A volte però questa generosità di cuore non corrisponde a una reale possibilità di far fronte alle spese indispensabili perché i bimbi crescano sani e possano andare a scuola. Il nostro tentativo attraverso il programma “Una vita – Un dono” è dunque quello di supportare queste famiglie supplenti. Aiutarle a sostenere le spese scolastiche dei bimbi, far fronte alle necessità basilari, riaprire la loro vita a un futuro, a una speranza che poteva sembrare ormai inaccessibile.

Se è vero che il primo miracolo di Pasqua fu sentire il Signore vivente scandire il  nome della sua discepola in lacrime per restituirle un futuro che appariva ormai chiuso, nel piccolo delle nostre possibilità abbiamo creduto che questo programma potesse diventare nel tempo un segno tangibile di risurrezione, un modo perché vite drammaticamente segnate dalla morte non affondassero nella disperazione ma riuscissero ad intravvedere di nuovo la luce della speranza.

Finora il programma di adozioni a distanza ha sostenuto 483 bambini e ragazze inclusi i 290 che sono attualmente nel nostro programma di adozioni a distanza. Di questi, 151 ragazzi/e hanno completato il ciclo di 11 anni di scuola, 42 ragazze/i hanno completato il livello avanzato (13 anni di scuola), 31 ragazze/i sono riuscite/i ad entrare poi all’università (in Zimbabwe vi si accede per merito), 121 hanno acquisito o sono in procinto di acquisire una qualifica di corso breve post diploma. 49 sono i giovani adulti attualmente impiegati in qualche forma di lavoro.

Questo è stato possibile per l’impegno di tanti e tante che hanno adottato col dono e col pensiero uno o più bambini/e, ma è stato anche possibile per la cura spirituale e l’impegno costante che i pastori e le chiese zimbabwane hanno avuto per i loro piccoli – sono infatti i pastori e le pastore che gestiscono gli aiuti facendo da tramite con le famiglie - e infine ciò è stato possibile per l’impegno sacrificale delle famiglie allargate, che di questi bimbi e bimbe si sono quotidianamente presi cura.

Si tratta di un patto d’amore e di fedeltà in cui siamo tutti coinvolti, ciascuno per la sua parte.

E’ in un certo senso, un patto di risurrezione!

Vorremmo in questa settimana mentre ci ricordiamo del dono d’amore di Cristo Gesù e del miracolo divino della Pasqua di resurrezione ringraziare tutti quelli che hanno voluto seminare semi di risurrezione nei cuori di questi bambini.

Il Risorto conosce il loro nome e, grazie a Lui, anche noi!

Buona Pasqua!

Il Presidente Giovanni Arcidiacono

Anna Maffei e Paolo Hou

Coordinatori del Programma “Una Vita – Un dono” dell’UCEBI

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Il Programma “Una Vita – Un Dono” è sostenuto anche attraverso un contributo 8x1000 dell’UCEBI. Questo contributo copre i costi di struttura e consente così di devolvere l’intero importo versato dai sostenitori e sostenitrici per il benessere dei bambini e delle bambine.