Un pizzico di sale

Celebrazione del 150° dell'Unità d'talia

ROMA, 16 marzo 2011 - Sarebbe poca cosa ridurre la celebrazione del 150° dell'unità d'Italia alla data del 17 marzo. Un evento così importante per il Paese richiede valorizzazione della nostra storia, sguardo verso il futuro, capacità di essere propositivi al di là delle strumentalizzazioni localistiche.

Non dovrà mancare uno sguardo critico verso i ritardi, i silenzi e le omissioni con cui si è guardato al Paese nel suo insieme. Troppi interessi particolari, spesso con finalità di basso cabotaggio politico, hanno portato ad esaltare o a passare sotto silenzio l'inno di Mameli, il tricolore, il concetto di Patria e del bene comune.

Anche le chiese portano responsabilità nel clima di impoverimento che contraddistingue il rapporto col Paese. "La patria in cielo" e l'essere "stranieri e pellegrini" non giustifica l'assalto alla diligenza operato dalla chiesa cattolica (finanziamenti al clero, finanziamento alle scuole cattoliche, esenzioni ICI, stipendi ai docenti di religione, privilegi da Concordato etc) così come non giustifica un certo estraneamento dall'agire sociale in alcuni settori del mondo evangelico.

Dalle chiese e dalla società civile ci si aspetta uno stimolo perché anche la politica, se non la politica in primo luogo, sappia ricercare il bene di tutti, a cominciare dai meno tutelati.

Buon 17 marzo 2011!

Salvatore Rapisarda

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