I ministeri

UcebinMusica...

 

...è una finestra web dalla quale ci si può affacciare per osservare un corteo in movimento a suon di musica chiamato "Ministero Musicale".

Poi si potrà scegliere: o restare ad osservare o decidere di scendere in strada e partecipare al suo cammino.

 

Avremo scambi di idee, di materiali, di testimonianze, progetti, per condividere insieme un cammino di fede attraverso il linguaggio della musica e al servizio del Parola di Dio.

Prossimi appuntamenti: SCUOLA DI FORMAZIONE SULLA MUSICA PROTESTANTE IN ITALIA

 

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LE ATTIVITA'

Il Ministero Musicale ha avviato una piattaforma di lavoro con seminari specifici il cui scopo è quello di scoprire e arricchire i talenti di fratelli e sorelle che mettano i loro doni al servizio della chiesa e della testimonianza evangelica. Essi sono tenuti nelle aree ministeriali qui elencate:

 

- Scuola di formazione sulla musica protestante in Italia

  • Il progetto di una Scuola di musica, progettato dal Ministero Musicale dell’Ucebi e sostenuto con l’8x1000 battista, avvia una fase sperimentale per cui vuole presentarsi come un umile contributo alla causa del cammino della formazione musicale, senza la pretesa di colmare alcune mancanze. Tuttavia, se è dalle piccole cose che si arriva alle grandi, noi cominciamo con un piccolo tentativo. La scuola si tiene su una piattaforma web.

 

- Direzione di coro

  • tre incontri l’anno per tre anni con rilascio di attestato finale. Gli incontri si svolgono nelle chiese principalmente che non hanno un coro e che desiderano avviarlo.

 

- La musica ed il canto nelle Scuole domenicali.

  • tre incontri l’anno per tre anni con rilascio di attestato finale. Gli incontri si svolgono nelle chiese o in centri man mano individuati.

 

- Il gruppo musicale

  • progetto da elaborare e prevede un percorso di formazione per direttori di gruppi musicali nelle chiese con approfondimento dei materiali audio (uso del mixer, casse, monoitor

 

- L’inno ed il canto

  • progetto da elaborare e prevede un percorso di formazione sulla analisi dei canti ed inni con approfondimento per la scrittura.

 

- La Nuova Scuola Asaf

  • Il Ministero Musicale, inoltre, partecipa alla formazione degli allievi della Nuova Scuola Asaf, collaborando con i Dipartimenti di Teologia, Evangelizzazione, Chiese internazionali. La Nuova Scuola Asaf intende portare avanti un programma di formazione al discepolato, ovvero: formazione di ministeri locali per il servizio nelle chiese a livello locale e/o regionale; formazione di animatori/trici nei seguenti campi: l’evangelizzazione, la predicazione, la musica, l’intercultura.

 

 

L’animazione musicale per il culto nelle chiese battiste Ucebi si affaccia in Italia nel 1987 ad opera del pastore Umberto Delle Donne che chiama il M° Carlo Lella, musicista e animatore musicale pugliese, “per cercare di far cantare un po’ più intonata” la chiesa battista di Pozzuoli spostatasi ad Arco Felice per il fenomeno del bradisismo. La comunità, visto l’interesse per l’iniziativa, istituì un piccolo fondo per la musica.

L’esperimento durò per alcuni anni con successo e la chiesa di Pozzuoli in Arco Felice, oggi chiesa evangelica battista di Monterusciello,  può reputarsi “la chiesa pioniera” dell’animazione musicale.

Chiaramente nelle chiese battiste già c’erano stati i pionieri come i missionari dagli Stati Uniti Stanley Crabb, Jim Watts, la sorella Lucia Bensi, Celia Bane. Tanti altri musicisti e musiciste si sono avvicendati poi al servizio delle chiese battiste. Con la chiesa di Monterusciello tuttavia verranno applicati i primi principi della metodologia della “animazione musicale” che parte dalla musica per poi facilitare la persona ad integrarsi nella collettività. Nei principi fondamentali dell’animazione si usa la frase: un animatore o animatrice è colui o colei che c’è, agisce, interagisce, ma non si vede o si vede poco perché diventa visibile nell’altro o nell’altra che mettono a frutto i risultati del suo agire.

Nel 1991 La FCEI, sotto suggerimento dell’allora presidente pastore Giorgio Bouchard e del segretario esecutivo, dott. Renato Malocchi, invita il M° Carlo Lella ad una collaborazione per una ricerca innologica e provvede alla sua formazione inserendolo nell’ambito del WCC (World Council of Churches, Ginevra).  Farà parte della Commissione GRUME coordinata dal pastore Eugenio Rivoir con alla segreteria Elisa Baglieri della rubrica Protestantesimo.

Nel 1997 i pastori Anna Maffei e Massimo Aprile della Chiesa Battista di via Foria, Napoli, invitano il M° Carlo Lella a guidare la musica nel culto e a dirigere il coro della chiesa, guidato allora da Marta D’Auria, coro che prenderà il nome di Coro IPHARADISI.

Nel 1998 il pastore Carmine Bianchi, allora segretario del Dipartimento di Evangelizzazione, decide di evolvere il suo budget per il lavoro dell'animazione musicale per permettere la conoscenza delle metodologie nelle chiese locali.

Nel 2001 con il presidente Ucebi, Aldo Casonato, Il CE e la Commissione ordinamenti, viene isitutito il ruolo di operatore diaconale per la musica nelle chiese battiste dell’Ucebi.

Nel 2007, il pastore Alessandro Spanu, nuovo segretario del DE dal 2007 al 2012, indirizza gran parte delle attività del DE per la realizzazione della Scuola Asaf, scuola per la formazione di nuovi animatori e animatrici musicali, aderendo al progetto di Carlo Lella.

Nel 2012, con il presidente Ucebi, pastore Raffaele Volpe, il CE, la Commissione ordinamenti e l’approvazione dell’Assemblea generale, si compie il passo decisivo istituendo il Ministero Musicale dell’Ucebi nell’ottica dei nuovi ministeri diversi da quelli pastorali, in accordo con la Mozione programmatica, atto 33 dell’AG 2008, dove si invita ad attuare il potenziamento dei nuovi ministeri.

 

Il mansionario del ministro della musica

 

1. Visite e seminari di aggiornamento nelle chiese per la musica cristiana e liturgica

- suo compito è visitare le chiese, per una periodicità di due incontri al mese, aggiornandole anche sugli aspetti che riguardano la musica cristiana con applicazioni al culto, nella liturgia e nelle attività di evangelizzazione con la musica.

- come avviene la selezione delle chiese da visitare? Secondo due criteri:

  • a) su invito della chiesa e dei pastori/e.
  • b) su proposta del ministro stesso che contatta la chiesa ed i pastori/e offrendo un piano di lavoro.

- come viene garantita una alternanza e la possibilità di visitare più chiese?

  • a) predisponendo non più di due incontri l’anno nella stessa chiesa se è stato elaborato un progetto a lungo termine dalla chiesa stessa. Altrimenti una volta l’anno per ogni chiesa.
  • b) valorizzando le richieste della chiese più carenti di animatori ed animatrici musicali o che necessitano di maggiore incoraggiamento per i talenti locali. In genere si tratta di chiese più difficili da raggiungere e con un numero di membri che non superano le 50 unità.

 

2. Corsi di formazione per la valorizzazione dei talenti locali nelle chiese

- suo compito è la formazione per i talenti individuati dalle chiese stesse. La formazione si apre alle seguenti aree:

  • a) uno strumento specifico
  • b) la formazione di un gruppo musicale
  • c) la formazione di un coro e la direzione
  • d) la guida della comunità nel canto
  • e) la musica per l’evangelizzazione e la missione
  • f) la musica nel culto e
  • g) la musica nelle Scuole domenicali

Chiaramente il Ministero Musicale si avvale di un team coordinato dal ministro della musica nel quale sono inserite le competenze individuate e messe a disposizione per le chiese.

 

 

3. La Nuova Scuola Asaf (NASAF).

Il ministro della musica per l’anno 2013-2014 è stato nominato direttore della NASAF. Contemporaneamente segue i laboratori interni alla NASAF del Ministero Musicale coadiuvato da un team di formatori.

  • a) l’animazione nei suoi aspetti generali (conduzione dei gruppi, l’ascolto attivo: Antonio Celano)
  • b) l’animazione musicale liturgica / la conduzione del canto della comunità / Innologia (Carlo Lella)
  • c) L’animazione e la teologia (Alessandro Spanu nel 2013)
  • d) Il canto ed il coro nelle Scuole domenicali (Michela Guidone)
  • e) Vocalità e coro: Angela Lorusso
  • f) La multimedialità (Pietro Romeo)

 

 

4. Multimedia

compilazione di basi mp3 (a cura di Francesco Iannitti), Power Point (in collaborazione con Pina Mola, Alessandra Arcidiacono), di basi Karaoke (a cura di Carlo Gentiletti).

 

5. Il Sito UcebinMusica

- suo compito è sviluppare e curare lavori di ricerca musicale ed innologica con pubblicazioni. A tale riguardo è stata ideata e avviata UcebinMusica: rubrica on line sul Sito dell’Ucebi con diffusione di nuovi inni, pubblicazioni di laboratori, articoli, contributi dalle chiese, attività locali, seminari e corsi on line di formazione.

UcebinMusica è curata in tandem con Pietro Romeo, grafico di Riforma (il settimanale delle chiese evangeliche in Italia) ed esperto multimediale. Pietro Romeo è il compilatore responsabile.

 

 

6. Gli eventi e le collaborazioni

- suo compito è:

  • a. la conduzione musicale e liturgica di eventi di evangelizzazione a cura delle chiese locali lì dove richiesta la sua presenza o dal Dipartimento di Evangelizzazione o dalle chiese.
  • b. la conduzione per la musica delle Assemblee Generali battiste e dei Convegni nazionali.
  • c. collaborazione con la Commissione bmv Culto e Liturgia (CCL)
  • d. coordinamento del Team (vedi alla finestra il Team)

7. Il lavoro da scrivania ed i verbali

  • a) attività di corrispondenza e di invio/risposte alle e-mail di programmazione.
  • b) ideazione e stesura di tutti i progetti per la musica nelle chiese.
  • c) cura delle relazioni con animatori ed animatrici in Italia, con i responsabili della musica nel culto, con i musicisti,  mediante contatti telefonici, via Skype, e-mail.
  • d) studi ed approfondimenti con partecipazione a seminari di formazione (autofinanziati o con aiuti delle donazioni).

 

Il Ministero Musicale è così costituito:

 

Carlo LellaCarlo Lella, ministro della musica e responsabile

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Alberto AnnarilliAlberto Annarilli, area musica ed animazione

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Alessandra ArcidiaconoAlessandra Arcidiacono, area musica ed animazione

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Sandra SpuriSandra Spuri, area musica ed animazione

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Pietro RomeoPietro Romeo: grafica, multimedialità, comunicazione web e social network

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Rosetta UccelloRosetta Uccello: tesoriera del Ministero Musicale

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Antonio CelanoAntonio Celano: area formazione

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Dick Donovan

Bernardine Donovan Dick&Bernadine Donovan: patnership Virginia

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Edoardo Arcidiacono

Anna Dongiovanni

Edoardo Arcidiacono&Anna Dongiovanni: video&foto

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Francesco IannitiFrancesco Iannitti: area arrangiamenti e revisioni musicali

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Michela GuidoneMichela Guidone: area formazione musicale

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Pina MolaPina Mola: area Innologia

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Ruggiero LattanzioRuggiero Lattanzio: area Inno&Teologia

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Preambolo

Le Chiese, che in Italia sono sorte dalla proclamazione di predicatori battisti all’indomani del conseguimento dell’unità politica  italiana e quelle che nel tempo hanno stretto legami di fraternità con esse, ora si riconoscono nella comunione dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia. Esse si collocano storicamente nella tradizione che risale alla Chiesa degli apostoli e  che nel tempo ha tenuto a riaffermare la fede primitiva così come espressa nella Scrittura, nei termini del rinnovamento dello Spirito (Medio Evo), della Riforma (secoli XVI e XVII) e dell’impegno missionario (secoli XVIII e XIX). Oggi dichiarano di volersi impegnare nel discepolato di Cristo, nella chiarezza della loro identità di fede e nella ricerca di una consapevole etica di testimonianza, e quindi affermano di voler esprimere questo vincolo, oltre che nella pratica collaborazione, con la seguente confessione di fede.

Art. 1

- Sola Gratia Dio compie l’opera d creazione, di giudizio e di salvezza del mondo e di ogni singola persona, per la sola sua grazia.

Art. 2

- Solus Christus Dio Padre compie la Sua opera per mezzo del Suo Unigenito Figliolo Gesù Cristo, Parola fatta uomo, morto sulla Croce per il peccato dell’umanità, risorto per la giustificazione dei credenti, Signore e Salvatore del mondo.

Art. 3

- Sola Scriptura La Bibbia è la sola testimonianza autentica e normativa dell’opera di Dio per mezzo di Gesù Cristo. In quanto lo Spirito Santo la rende Parola di Dio, essa va studiata, onorata e obbedita.

Art. 4

- La natura umana L’umanità, estraniata da Dio e divisa al suo interno, nulla può operare né sperare per la propria salvezza; Dio solo, Padre, Figlio e Spirito Santo, compie per grazia la salvezza dell’umanità e del mondo.

Art. 5

- Sola Fide La Parola di Dio, incarnata in Gesù Cristo, testimoniata nella Bibbia ed annunciata nella predicazione dell’Evangelo, può essere accolta solo per fede. L’umanità peccatrice, ottiene per fede, nel ravvedimento, la giustificazione e la riconciliazione.

Art. 6

- Lo Spirito Santo Lo Spirito Santo, ispiratore dei profeti e degli apostoli, testimone della verità e santificatore, dà ai credenti certezza della fedeltà di Dio e si manifesta nei vari doni e nelle vocazioni al servizio del Signore nella Chiesa e nel mondo intero.

Art. 7

- Il discepolato cristiano Quanti ascoltano e accolgono la parola di Cristo sono chiamati a seguire il Signore come discepoli. Questo itinerario comporta l’assunzione, per amore, di gravi responsabilità storiche, mai esenti da contraddizioni e pericoli di compromessi, ma sempre animati dalla speranza del Regno di Dio.

Art. 8

- La Chiesa Ovunque i credenti sono raccolti insieme dalla Parola dell’Evangelo per ascoltarla sempre di nuovo, per condividere la Cena del Signore, per coltivare il vincolo dell’amore, per fare discepoli mediante l’insegnamento e il battesimo, là si individua la Chiesa di Cristo, perché Egli è là in mezzo a loro. Ciascuna chiesa così raccolta si organizza in un luogo e in un tempo determinati secondo la parola dell’Evangelo e sotto la sola autorità di Cristo. Tutte le Chiese hanno davanti al Signore pari dignità, tutte sono fornite dallo Spirito dei ministeri atti a rispondere efficacemente alla loro vocazione e tutte sono chiamate a coltivare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. Noi crediamo che la Chiesa del Signore, così determinantesi nella storia, è una in Cristo, santa nello Spirito, apostolica nella usa derivazione e nella sua missione universale nel suo orizzonte in virtù dell’evangelo di cui vive e che annunzia.

Art. 9

- Il battesimo Il battesimo nell’acqua di quanti confessano la fede è il primo atto di obbedienza del cristiano. Esso è amministrato dalla Chiesa nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. In virtù del battesimo nello Spirito, che rende efficace quello dell’acqua, i credenti nascono a nuova vita e sono uniti nel Corpo di Cristo.

Art. 10

- La Cena del Signore La Cena del Signore, che noi, uniti nell’unico corpo di Cristo, facciamo condividendo pane e vino, è memoria dell’opera compiuta dal Signore per la nostra salvezza ed è predicazione della sua morte per noi fino al giorno in cui il Signore risorto venga. Il Signore ci invita a mangiare il pane e bere il vino per riaffermare nel presente l’impegno che ci unisce e la promessa del tempo quando Egli raccoglierà i suoi nel banchetto dei nuovi cieli e della nuova terra.

Art. 11

- Il sacerdozio universale dei credenti Gesù Cristo è l’unico mediatore tra Dio e l’umanità. Le discepole e i discepoli di Cristo hanno accesso a Dio solo per mezzo di lui. Il compito ad essi affidato dal Signore di condividere coi loro contemporanei l’evangelo, li costituisce messaggeri autorevoli della Parola del Signore, sotto la sola autorità di Cristo e per l’opera efficace dello Spirito Santo.

Art. 12

- I ministeri Al fine di dotare la Chiesa dei doni necessari per essere corpo vivo del Cristo, lo Spirito Santo chiama credenti diversi per adempiere i vari ministeri. Noi riconosciamo che oggi essi si configurano in primo  luogo come ministeri della proclamazione evangelica, dell’ammaestramento biblico e teologico, dal governo della Chiesa, del servizio nella Chiesa e nel mondo; ma siamo anche pronti a riconoscere ogni altro dono che lo Spirito susciti nella Chiesa. I ministri non stanno tra loro in subordinazione gerarchica, ma in rapporto organico; tutti, e ciascuno per parte sua, concorrono alla vita della Chiesa.

Art. 13

- La missione della Chiesa La Chiesa è chiamata ad  attuare il mandato di Cristo. Essa, dunque, ha il compito di predicare l’evangelo del regno che viene, impegnarsi nella guarigione dei malati e nell’emancipazione degli oppressi. La testimonianza comunitaria all’amore, che Dio ha per tutto il mondo, diventa credibile allorquando è pratica dell’amore che si manifesta nel reciproco aiuto, nella riconciliazione e nella pace.

Art. 14

- L’etica Le decisioni etiche, che qualificano il discepolato cristiano, vanno prese in virtù della forza dell’amore manifestatosi in Cristo e con responsabilità verso Dio, verso le persone e verso il creato. tali decisioni sono ispirate e orientate dalla Parola di Dio e si traducono in comportamenti ora conformi ai valori comunemente riconosciuti, ora dirompenti e innovatori.

 

Art. 15

- La riconciliazione L’impegno delle Chiese battiste è volto a promuovere la riconciliazione con Dio e fra gli esseri umani. Nel nostro tempo ci sentiamo chiamati all’impegno per la giustizia, la pace, la libertà,  il rispetto dei diritti dell’umanità e dell’intera creazione.

Art. 16

- Chiesa e Stato Noi crediamo che l’autorità stabilita da Dio è ordinata alla convivenza pacifica, delibera e giusta dei singoli e dei popoli. Noi riconosciamo che lo Stato democratico moderno, pur nelle contraddizioni che sono proprie di tutte le strutture umane, conserva elementi inequivoci dell’opera di redenzione di Dio nella storia. Il ruolo della Chiesa di Cristo, distinto e separato da quello dello Stato, consiste nel perseguire la propria missione ora in coordinazione, con gli ordinamenti dello Stato ora in contestazione delle sue degenerazioni che limitano la libertà e corrompono la giustizia.

Art. 17

- Ecumenismo La Chiesa è una in Cristo. Il Signore ci chiama a realizzare in modo visibile questa unità. Pertanto siamo chiamati a lavorare perché le divisioni che permangono tra le Chiese siano abolite in spirito di preghiera, nell’ascolto comune della Parola del Signore, mediante il confronto fraterno. Confidiamo che l’impegno ecumenico che si produce tra Chiese evangeliche affini, lungi dall’escludere rapporti più problematici con altre Chiese, prepara la strada al pieno riconoscimento reciproco fra le Chiese che è al tempo stesso salvaguardia delle specificità di ciascuno e cammino verso il giorno in cui Dio sarà tutto e in tutti.

Art. 18

- La religione e le religioni La religione è l’attività universale e molteplice atta a coltivare il rapporto con ciò che si ritiene trascendere la realtà mondana in tutte le sue dimensioni. Essa, come opera umana, è sotto il  giudizio di Dio. Perciò, nell’attuare la nostra vocazione ad annunciare l’evangelo della grazia di Dio in Cristo, non è nostro compito giudicare, ma rispettare le espressioni religiose di ciascuno e vigilare sui diritti di libertà di tutti.

Art. 19

- La speranza cristiana Il Signore Gesù Cristo, secondo la sua promessa, tornerà a raccogliere la sua Chiesa, a giudicare il mondo, a sconfiggere la morte mediante la risurrezione e a stabilire il suo Regno. Nuovi cieli e nuova terra aspettano i redenti. Maràn-atà.  I Battisti e la confessione di fede

 

La Confessione di fede nasce dall’esigenza di tutte le chiese nate dalla Riforma protestante del XVI secolo per “caratterizzarsi” teologicamente di fronte alle altre chiese e confessioni cristiane già esistenti nel territorio. Quindi la prassi è stata “inaugurata” dai luterani, poi seguita dagli anglicani e di seguito dai riformati, presbiteriani, battisti, metodisti, ecc. Di solito, fatta eccezione per i luterani e anglicani, la Confessione era di tipo “nazionale”: relativa alle chiese di un paese (di solito adottata dai principi, poi dalle Assemblee Generali delle singole chiese nazionali o di un gruppo di chiese di un territorio più limitato).  Per quanto riguarda noi battisti, le prime Confessioni sorgono in Inghilterra (dove abbiamo origine), e sono fatte da raggruppamenti di chiese con orientamento teologico diverso: la Confessione del 1689 è soltanto una delle varie elaborate in quel tempo. Dovunque i battisti riuscivano ad impiantarsi stabilmente, si davano una propria Confessione di fede. Così anche in Italia,  che ha beneficiato dell’attività missionaria di ben quattro missioni estere (2 inglesi e 2 americane), ciascuna con una propria confessione di fede, diversa l’una dall’altra per l’impostazione teologica. Ma nessuna delle missioni presenti in Italia ha “imposto” formalmente di accettare la propria confessione alle chiese nate dal loro lavoro, per cui una delle Unioni battiste soltanto aveva stilato una sua Confessione di fede  nel 1915. Ma non fu accettata dagli altri raggruppamenti battisti presenti in Italia e rimase solo come memoria storica. Oltre tutto, la libertà di coscienza era molto sentita e non c’è stata mai la volontà di imporre una confessione proveniente da fuori. C’è però stata una conoscenza delle diverse confessioni di fede, ma nessuna è mai stata fatta propria dall’Unione battista italiana.

Quando la maturazione teologica dell’Unione battista italiana (UCEBI, prima utilizzava altri nomi...) giunse ad un livello di maggior consapevolezza, e l’Unione si muoveva verso una forma di indipendenza,  non solo finanziaria, ma anche teologica, dall’ultima società missionaria rimasta in Italia, le chiese hanno elaborato la propria confessione di fede (1990).  L’UCEBI non ha quindi “rinnegato” le tante Confessioni di fede dei propri antenati nella fede, ma, come tutti loro, ne hanno fatta una propria, in linea con i tempi, la maturazione teologica e le  responsabilità che doveva affrontare. Non occorreva più affermare i principi fondamentali del protestantesimo e fare l’intera “panoramica” delle tesi teologiche delle chiese della Riforma e  poi precisare quelle tipiche dei battisti. Si è quindi proceduto ad una formulazione “breve”, che fosse il comune denominatore di tutte le chiese che hanno parte nell’UCEBI. In questi casi succede che più si vuol dire, più emergono le diversità con possibili conseguenza negative. La Confessione è dell’UCEBI, e le chiese che ne hanno parte vi si riconoscono. Rimane la possibilità che ciascuna chiesa, nella sua libertà, elabori una propria confessione di fede che tiene conto delle concezioni presenti al suo interno. L’unica esigenza posta alle Chiese battiste dell’UCEBI è che la loro confessione locale non sia in
contraddizione con quella approvata dall’Assemblea  Generale dell’Unione (quindi anche da loro delegati...), nel qual caso si incorrerebbe in situazioni che potrebbero degenerare. In questo modo si salvaguarda la libertà della Chiesa locale e nello stesso tempo il nucleo teologico di fondo che permette alle singole chiese battiste di riconoscersi (teologicamente) l’una con l’altra, appartenenti allo stesso “universo” confessionale. Niente “rinnegamento” di Confessioni precedenti (che non sono mai state le “nostre”, se non nell’ispirazione di fondo e come patrimonio teologico e
storico), ma nella loro stessa linea, con una attenzione ai nuovi problemi che il momento storico ci chiama ad affrontare per proclamarvi la nostra fede.
Per maggiori dettagli e un commento alla Confessione di fede dei battisti italiani si può consultare il testo: D. Tomasetto, La confessione di fede dei battisti italiani, Claudiana, Torino 2002 (2a edizione).

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