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Home Zimbabwe ed oltre Lo Zimbabwe fronteggia la peggiore crisi alimentare degli ultimi 5 anni

Lo Zimbabwe fronteggia la peggiore crisi alimentare degli ultimi 5 anni

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Pubblichiamo un articolo tratto da Redattore Sociale sulla grave siccità che sta colpendo lo Zimbabwe. A fronte della situazione delineata nell’articolo riportato, che è soltanto un aspetto contingente di una situazione di povertà estrema e ormai endemica in Zimbabwe, l’UCEBI da 9 anni sostiene un programma di aiuti alla popolazione zimbabwana attraverso un programma di adozioni a distanza di 320 orfani, attraverso aiuti ad un ospedale e a 6 ambulatori rurali nelle zone più isolate del paese, attraverso lo scavo di pozzi ed altri interventi umanitari. Recentemente l’UCEBI è impegnata per la costruzione di un laboratorio di sartoria che alla fine potrà essere fonte di lavoro e di reddito per molte famiglie della periferia degradata della capitale Harare.

La scarsità di piogge ha aggravato le responsabilità della cattiva amministrazione e l’economia in declino. Secondo l’Onu 2,2 milioni di persone hanno bisogno di cibo, ma per il governo sono cifre gonfiate. La situazione dovrebbe migliorare col prossimo raccolto

31 marzo 2014 - In esclusiva da News from Africa

NAIROBI – Una cattiva amministrazione e un’economia in declino, insieme alla scarsità di piogge, hanno portato a una grave crisi alimentare nello Zimbabwe, la peggiore in cinque anni. Secondo l’Onu, 2.2 milioni di persone hanno attualmente bisogno di cibo. Tuttavia, il vice ministro dell’agricoltura dello Zimbabwe contesta le cifre: “Il numero delle persone bisognose è stato gonfiato – ha dichiarato – . Non c’è nessuna crisi. Se ci fosse stata una crisi, avremmo chiesto aiuto come in passato. In realtà stiamo per avere uno dei migliori raccolti degli ultimi anni.”

Ma un operatore umanitario, che ha voluto rimanere anonimo, ci offre una visione differente, affermando che nonostante quest’anno siano state registrate delle buone piogge, gli steli del granoturco in alcune zone rimangono appassiti, il che significa che i raccolti saranno probabilmente scarsi. “La verità dei fatti è che anni di piogge scarse e il generale deterioramento dell’economia, hanno fatto salire i prezzi ed esaurito le risorse della gente. Sono più vulnerabili di prima”.

D’altro canto, il numero di persone a rischio alimentare potrebbe diminuire in maniera considerevole entro il prossimo anno con programmi governativi quali l’Harmonised Social Cash Transfer (Hsct), che migliorerà la situazione alimentare nei distretti tradizionalmente esposti alla mancanza di cibo. Secondo Prosper Matondi, direttore esecutivo di Ruzivo Trust, un’organizzazione locale operante nel settore dell’agricoltura, è probabile che la situazione migliori. “Crediamo che il raccolto sarà di molto migliore negli anni a venire rispetto a quanto lo sia stato per lungo tempo,” ha detto, aggiungendo: “I dati del governo mostrano che lo scorso anno c’è stato un raccolto di circa 800 mila tonnellate. Il risultato della produzione potrebbe essere molto più alto nei prossimi anni, raggiungendo più di 1,2 milioni di tonnellate.”
Tuttavia, ciò non sarebbe ancora sufficiente considerando che il paese ha bisogno di circa 2 milioni di tonnellate di mais ogni anno. “Non si trova cibo in molti mercati. E dove il cibo è disponibile, la gente non ha i soldi per comprarlo”, si è lamentato un’altro cooperante. Una delle aree che ha maggiormente bisogno di assistenza alimentare è Mazhihwa nel distretto Zvishavane dello Zimbabwe occidentale. Mary Munyaradzi, insegnante in una delle scuole, dice che più di 200 genitori non sono riusciti a pagare le tasse scolastiche per più di un anno e con l’attuale situazione, lei probabilmente non verrà retribuita: “Questa gente non ha potuto permettersi cibo per anni. Come pagheranno le tasse scolastiche?”.
Mentre molti agricoltori desidererebbero migliorare la resa del proprio raccolto, l’accesso ai fertilizzanti rimane proibitivo in quanto la maggior parte degli agricoltori non può permetterseli. Devono quindi far ricorso a metodi di coltivazione mediocri che alla fine portano scarso rendimento. (Traduzione di Sara Marilungo)