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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Home Un pizzico di sale Dalla parte del re-bambino

Dalla parte del re-bambino

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“Il re Erode fu turbato e tutta Gerusalemme con lui"

Storia di arroganza e di paura quella che portò un re a perseguitare un bambino trasformandolo in fuggiasco con la sua famiglia e a fare strage di tanti altri bambini. Storia simbolica dei despoti di tutti i tempi la cui ansia di perdere il potere accumulato e detenuto come “diritto divino” si trasforma in intrigo e poi in violenza e morte.

La ragion di Stato è ragione privata.

Guai a quelli che oscurano il re! Guai a chi non si sottomette.

Erode fu turbato e Gerusalemme con lui. Perché anche Gerusalemme? Non basta il despota e il suo esercito a sentirsi minacciato? “Gerusalemme, Gerusalemme tu che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati...” avrebbe profetizzato il re bambino una volta cresciuto, piangendo sulla città.

No, non basta il despota e il suo esercito per perseguitare, per decidere e fare una strage. C’è bisogno di molta complicità, molto silenzio. C’è bisogno di gente che volta la testa dall’altra parte.

Un despota senza popolo che lo appoggia non potrebbe nulla, non avrebbe  futuro. Un despota ha bisogno di un popolo sottomesso, sempre pronto a dire sì. E il popolo ama inneggiare ai vincenti, si sente rassicurato quando sta dalla parte del più forte. Per non soccombere, lascia soccombere altri. Con indifferenza.

Ma stare dalla parte del despota vuol dire vendersi l'anima.

Quest’anno abbiamo sentito storie di fuggiaschi annegati nel mare Mediterraneo, il mare dell’indifferenza.

Quest’anno abbiamo continuato a sentire di milioni di bambini uccisi dalla fame, dalla sete e da malattie banali. E il mondo, la nostra Gerusalemme, non ha fatto niente o quasi per evitarlo. Quest’anno arroganza e paura hanno suggerito politiche inique e pratiche inumane.

In molti si sono girati dall’altra parte.

Ma noi vogliamo stare dalla parte del re bambino. Interessarci della famiglia che scappa dalla morte, condividere il suo progetto per liberare il mondo dai despoti di turno e piantare il seme della giustizia, della pace. Vogliamo sognare, pregare e camminare verso la nuova Gerusalemme.

Natale è stare dalla parte del re bambino.

Ecco, il mio augurio per tutti noi che adoriamo il re bambino è di non dimenticarci dei bambini che oggi fuggono, quelli che rischiano di non farcela, che sono lasciati soli.

Dedichiamo a loro il nostro Natale e la nostra preghiera!