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Pozzuoli: Una testimonianza di fede in 130 anni di persecuzioni e di lotte

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Umberto delle Donne, Verso la libertà. Una testimonianza di fede in 130 anni di persecuzioni e di lotte, Booksprint Edizioni, Buccino (SA), 2012

Gennaio 2013 - Una nuova edizione, riveduta e aggiornata, del libro del past. Umberto Delle Donne Verso la libertà viene pubblicata in questi giorni dalle Edizioni Book Sprint. Il libro narra le vicende che portano alla nascita della chiesa battista di Pozzuoli, le lotte e le sofferenze di questa chiesa del litorale flegreo (Na) per affermare il diritto ad esistere come testimonianza viva di fedeltà all’evangelo di Cristo. Umberto Delle Donne, pastore battista in emeritazione, che ha condotto la chiesa per moltissimi anni, ripercorre con il suo stile semplice e accattivante i passaggi più toccanti della fondazione del primo nucleo di presenza protestante in quella terra toccata dall’apostolo Paolo secoli prima nel suo viaggio verso Roma.

La prima testimonianza di predicazione a Pozzuoli risale al 1872 con il colportore della Chiesa Metodista Episcopale, G. B. De Sanctis, il quale raccoglie intorno a sé un piccolo gruppo di persone che condivisero le sue idee. La cura del gruppetto fu affidata a due predicatori laici, De Pretorio e Donnarumma. Nel 1875 i due passarono la mano al maestro Aniello Rufo che in poco tempo trasformò il piccolo gruppo in una robusta ed entusiastica comunità di credenti. Arriviamo così al 1866 quando la comunità viene affidata  per circa un anno ai pastori Ragghianti e Taglialetela, fino all’arrivo del pastore Francesco Sciarelli che fu per molto tempo ministro della chiesa di Pozzuoli. Sciarelli iniziò il suo ministero anche come pastore della Comunità di lingua inglese, costituita dai dirigenti e tecnici dello Stabilimento metalmeccanico «Armstrong & Michell», presente nella cittadina flegrea. Il suo impegno ebbe un forte carattere evangelistico e sociale riuscendo a convertire alcuni operari impegnati nella lega sindacale. Ebbe una particolare attenzione per i pescatori e i braccianti con i quali si battè per il riposo domenicale e la riduzione della giornata lavorativa. Cominciò a scrivere una serie di opuscoli, rivolti agli operai e ai contadini perché prendessero coscienza dei propri diritti. Per questo Sciarelli si attirò le antipatie dei datori di lavoro e del vescovo De Vivo che giunse persino a comminare la scomunica ipso-facto a chiunque leggesse o conservasse gli opuscoli dello Sciarelli. Sciarelli muore nel 1900 colpito da un attacco apoplettico.

La Chiesa metodista Episcopale negli anni ’20 si ritira completamente dalla città di Pozzuoli. Giunge un giovane pastore, Pasquale Russo che getta le basi della prima chiesa battista autonoma composta in prevalenza da credenti puteolani, che avevano aderito al messaggio del Vangelo. Come per lo Sciarelli anche per il pastore Russo furono anni molto difficili perché le autorità cattoliche cercarono con ogni mezzo di ostacolare la presenza protestante a Pozzuoli. Il fascismo era alle porte e stava per consolidare la conquista del potere con la violenza. Gli evangelici erano visti come servi dello straniero, sostenuti con sterline inglesi e dollari americani. La violenza contro il pastore Russo e la sua famiglia non si fece attendere. La sera del 28 ottobre del 1925, dalla strada una ventina di squadristi fascisti cominciarono ad apostrofare Russo che era in compagnia del diacono D’Alterio. La signora Eleonora, moglie del pastore, con in braccio il piccolo Nicolino di sei mesi, invitava i due ad entrare in casa. I fascisti lanciarono un secchio di ferro che colpì il bambino. Dopo otto giorni di sofferenza il piccolo si spense.
Russo continuò la sua opera tra vessazioni, insulti e continui ordini di presentarsi in caserma e dare chiarimenti della sua attività. Il 26 agosto del 1936 il locale di culto fu chiuso dalle autorità di polizia. La decisione fu motivata dall’accusa di attività antifasciste e dalle frequentazioni del pastore Russo di «pericolosi» sorvegliati speciali. Il locale di culto fu riaperto solo nel 1937. La sera del 22 febbraio 1939 i carabinieri della tenenza di Pozzuoli notificarono al pastore Russo il mandato di cattura per atti sovversivi e attività contro la sicurezza dello Stato. Trascorse quattro anni all’isola di Tremiti. In seguito alla prigionia egli contrasse una malattia reumatica diffusa e una dilatazione della palpebra sinistra. Nel 1962 partì per gli Stati Uniti d’America. Prima di intraprendere il viaggio chiese la collaborazione ad un giovane pastore, Umberto Delle Donne, che guiderà la chiesa di Pozzuoli per molti anni e la cui predicazione sarà segnata da un forte impegno sociale raccogliendo intorno a sé diversi giovani che oggi svolgono un ministero di predicazione e di diaconato nell’Ucebi.


Un libro da leggere. Un libro prezioso che, oltre a ripercorrere le difficili vicende di una comunità evangelica, ci dimostra che si può restare fedeli all’Evangelo. Al pastore Delle Donne va la mia gratitudine.

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