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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Battesimi a Mottola

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MOTTOLA (Taranto), 26 giugno 2014 - Domenica 22 giugno 2014 è stata una giornata memorabile di festa e di commossa partecipazione per la chiesa battista di Mottola. Cinque catecumeni, tre sorelle e due fratelli, dopo un percorso di fede personale a volte distinto a volte sinergico, sono scesi nelle acque battesimali per testimoniare la propria fede in Gesù Cristo.
La giornata è iniziata presto, domenica mattina. Appuntamento alle 8 nel cortile della chiesa e partenza per la vicina località Pino di Lenne, sul litorale ionico, dove un gruppo di quaranta membri di chiesa e conoscenti hanno accompagnato le battezzandi Sara Baia e Giovanna Speranza che avevano manifestato la decisione di rendere pubblico il proprio battesimo a mare.
Così, nella curiosità di bagnanti e vacanzieri, le due sorelle, entrate in mare, sono state immerse in acqua dal pastore Dario Monaco che, per rendere comprensibile ciò che stava lì per lì accadendo, ha spiegato a tutti i presenti la motivazione e significato del battesimo per immersione dei credenti, dopo aver invocato il nome del Signore.

Il gruppo, dopo i battesimi a mare, è tornato a Mottola. Alle 11, infatti, era previsto il culto battesimale in chiesa.
In continuità con la liturgia cominciata la mattina presto, il culto ha avuto inizio con un video del canto «I look to you», interpretato dalla compianta cantante Whitney Houston. Dopo la convocazione, i primi due canti. Saranno undici sino alla fine del culto con un canto solista durante la cena del Signore.

La lettura di Matteo 28, 18-20 ha preceduto le toccanti testimonianze dei cinque catecumeni.
Sara Baia ha parlato del suo appartenere a Cristo e di sentirsi parte della comunità battista di Mottola da sempre. Eppure, la decisione del battesimo era stata rimandata spesso per timidezza o per timore del «grande passo». Poi la comprensione che l’atto di testimonianza pubblica è il suggello di ciò che il proprio percorso di fede aveva già intrapreso e fatto. Ha voluto terminare la sua testimonianza con le parole del canto, Al sicuro in Te, e con una preghiera.
Lorenzo Semeraro ha evidenziato il suo versetto preferito, I Corinzi 13, 13. Ha ripercorso il suo cammino di fede, intrapreso sin da piccolo nella comunità battista di Mottola. Ha sottolineato come la musica e il canto, ministeri messi a frutto in chiesa, la frequenza della Scuola Asaf e il dialogo con il pastore Saverio Guarna siano stati decisivi per rendere pubblica la propria testimonianza di fede tramite il battesimo.
Giovanna Speranza ha puntualmente descritto tutto il suo percorso di fede, a tratti entusiasmante a tratti deludente. La partecipazione alla scuola domenicale, i culti, le campagne di evangelizzazione, la musica, il canto. Tutto sembrava far dire un sì convinto sin da subito. Ma, ad un certo punto, il peso di parole dette da fratelli e sorelle, il distacco di alcuni, la solitudine avevano determinato una frattura fra lei e Dio. Ma il sostegno della persona amata (Lorenzo Semeraro) e della preghiera hanno rimesso sui binari dell’entusiasmo la propria fede. Il suo dire sì a Gesù non è stato più frenato e trattenuto dai dubbi di non esser all’altezza, di non essere capita. Ora la testimonianza battesimale ha trovato un senso ed è giunta al termine di un percorso condiviso anche con gli altri catecumeni.
Arianna Tartarelli, la ragazza di famiglia e tradizione cattolica, ma vuota, come ha voluto raccontare. La ricerca di qualcosa di più profondo, del senso dell’esistenza e del bisogno, quasi innato, del confronto con altre fedi. Allora la scoperta della comunità battista. La frequenza ai primi culti, il confronto con fratelli e sorelle, le prime voci che hanno fatto breccia nel suo cuore. Anche per lei il dialogo con Saverio e Betsy Guarna sono stati decisivi. E lei porterà sempre con sé le parole di fede e di amore che Saverio ha rivolto a lei. Ora la testimonianza battesimale per affermare con forza che Cristo cammina sempre al proprio fianco, anche nei momenti più difficili, anzi, soprattutto in quelli.
Ottavio Posa, l’uomo duro, tutto d’un pezzo, arrogante, come egli stesso si è definito. Qualcosa di strano però era al suo fianco. La donna che egli amava, sua moglie, non era così. Davanti alle difficoltà, alle offese, non reagiva in modo negativo e sprezzante perché, diceva, la forza di Dio e il perdono erano parte di lei. Lei frequentava una comunità in cui si tutti si chiamavano per nome, tutti si sentivano sorelle e fratelli. Che strano. Anche per lui tutti avevano parole di incoraggiamento e di comunione. Allora quel guscio duro che egli aveva costruito intorno a sé iniziò pian piano a rompersi. Allora qualcuno poteva finalmente entrare nel suo cuore e rideterminare il corso della sua vita. La gioia della testimonianza di fede e del battesimo per dire: «Sì, Gesù è il mio Signore e Salvatore. Voglio continuare a dire ciò che Dio ha fatto in me».

Dopo le testimonianze, la lettura di Atti 10, 34-48 e Atti 8, 26-38, il momento delle immersioni nella vasca battesimale. Dopo quelle a mare delle due sorelle, è stata la volta di Lorenzo, di Arianna e di Ottavio.
Dopo i canti il momento il cui il pastore Dario Monaco ha chiesto a tutti i presenti di riaffermare la propria fede e di ridedicare la propria vita cristiana.
La consegna delle Bibbie ai neo battezzati da parte degli anziani di chiesa, Pietro Baia e Elisa Lupoli, e la Cena del Signore, servita dagli stessi neo fratelli e sorelle insieme al pastore Monaco, hanno contribuito a rinforzare i legami comunitari e il momento di grande e commossa partecipazione.
La giornata di festa e di ringraziamento è proseguita con una partecipatissima agape comunitaria. La chiesa di Mottola è grata al Signore per questa indimenticabile giornata di festa battesimale. Che Dio ci benedica e ci dia il rinnovato spirito di camminare sempre nelle sue vie.