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Ritrovato nel Sasso Baresano il primo locale di culto della comunità di Matera

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Scoperto grazie alle ricerche di Gianni Maragno, biografo del “Monaco Bianco”

Roma (NEV), 26 giugno 2013 - Nell'anno in cui si celebra il Centocinquantenario della presenza battista in Italia, i battisti materani avranno un motivo in più per festeggiare: nella città lucana è stato infatti ritrovato il loro primo luogo di culto. Situato nel Sasso Barisano, dell'ampio locale si era persa memoria. Solo recentemente, grazie alle ricerche dello studioso materano Gianni Maragno, è stato individuato con certezza in un edificio erroneamente ritenuto fino ad oggi un teatro: al suo interno è ancora visibile su una parete il versetto biblico “Noi predichiamo Cristo crocifisso”, inequivocabile “parola d'ordine” dell'evangelismo italiano ripresa dalle pagine dell'apostolo Paolo.

 

La storia della chiesa battista di Matera è legata in particolare alla figura del “monaco bianco”, al secolo Luigi Loperfido (1887-1959), singolare figura di artista, attivista dei diritti delle classi contadine e predicatore evangelico. Nato nel 1877 proprio nella città dei Sassi, nel 1890 Loperfido emigrò negli Stati Uniti, dove ottenne importanti riconoscimenti per la sua attività di scultore. Ritorna a Matera dove fonda la prima Lega dei contadini, aderendo successivamente alla chiesa battista. Con la sua lunga barba e una tunica bianca, il monaco bianco portò avanti una intensa attività di predicazione caratterizzata da “adunate” con lo scopo di sviluppare la coscienza politica delle classi meno abbienti. Proprio sulla figura di Loperfido, Gianni Marango, lo scopritore dell'originario luogo d'incontro dei battisti materani, ha scritto la biografia “L'anarchia estetica. Il Monaco Bianco. Storia di un 'rivoluzionario mancato'” (ed. Ermes).