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Incontro ecumenico a Genova

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GENOVA, 7 gennaio 2013 - Il 13 dicembre scorso, malgrado il clima rigido ed il periodo prenatalizio affollato di impegni, nella Chiesa Evangelica Battista di via Vernazza un nutrito numero di persone ha partecipato all’incontro ecumenico che diverse Chiese ed alcune Associazioni presenti a Genova hanno promosso per riflettere sul mondo del lavoro e per pregare insieme.

 

Titolo dell’incontro “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, l’invocazione che recitando il padre nostro ripetiamo spesso, magari distrattamente, senza sentirci coinvolti: invocazione che oggi, con la crisi economica di cui non si riesce a vedere l'uscita, assume un suono diverso, più attuale e personale.

Il canto dell’inno dell’Assemblea Ecumenica di Graz ha dato inizio all’incontro, quasi un programma: “Insieme viviamo la vita ... insieme speriamo e lottiamo ... insieme la pace cerchiamo, giustizia per l’umanità ... E’ giunto il tempo di stare insieme ... riconciliati siamo da Cristo. Noi siamo in Lui e solo in Lui riconciliati, uniti in Lui”.

All’incontro oltre a Carlo Guerrieri, pastore della Chiesa Battista ospitante, erano presenti don Paolo Fontana, delegato diocesano per l’ecumenismo e Jakob Betz, pastore della Chiesa Luterana.

L’incontro ha avuto inizio con due testimonianze, quella di Giovanni Calcagno, cattolico, imprenditore e quella di Luca Monaco, battista, lavoratore dipendente e sindacalista. Calcagno ha invitato a saper cavalcare il cambiamento senza subirlo; Monaco a saper dire, come Giovanni Battista ad Erode, “non ti è concesso”, dinanzi agli abusi del potere. Un compito di denuncia che la chiesa non deve e non può evitare. Due diversi percorsi personali e professionali, diversi i punti di vista ed un differente approccio ai problemi; l’ecumenismo insegna che le diversità sono una ricchezza e che il cammino verso l’unità non consiste nell’abolirle, ma nel riconciliarle.

E proprio sulla riconciliazione si è incentrato il terzo intervento, quello del pastore Guerrieri che ha preso l’avvio dal capitolo 5° (vv.17 – 21) della seconda lettera ai Corinzi dove è detto che Dio, che ci ha riconciliati a sé mediante Cristo, ha affidato a noi la parola ed il ministero della riconciliazione. Se ci lasciamo riconciliare con Dio, saremo capaci di riconciliazione anche tra di noi. Riconciliazione non significa paternalismo, accomodamento, contentino. Non significa fare la carità: non basta più, non è giusto, e non risolve il problema. Annunciare e promuovere la riconciliazione significa invece saper dire quel che si deve dire: denunciare le ingiustizie quando vi sono; reclamare la dignità di ogni forma lavorativa, contrattuale, ambientale (del lavoro); saper sporcarsi le mani quando ce le si deve sporcare,  saperle agitare quando vanno agitate, e saperle stringere ad altre, quando vanno strette.

La seconda parte dell’incontro, strettamente unita alla prima, è stata dedicata alla preghiera: numerose  le invocazioni dei presenti, alcune più lunghe ed articolate come quella letta dalla sig.ra Gerda Kundrat a nome della comunità luterana, altre spontanee, molto sentite e coinvolgenti. Al termine la recita insieme del Padre Nostro.

Il grande abete luccicante che faceva da sfondo ha ricordato a tutti che Natale si avvicina: l’incontro si è quindi concluso con un canto di gioia cui è seguito uno scambio di auguri.