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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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In memoria di Ninetta Lestingi

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CONVERSANO, 16 settembre 2011 - Mercoledì 27 luglio 2011 è venuta a mancare all’età di 72 anni la sorella Ninetta Lestingi in Dragone, diacona e colonna della chiesa battista di Conversano. L’evento luttuoso ha cacciato tutta la comunità  in un dolore profondo e in una intensa tristezza non solo per  le modalità con cui la grave e subdola  malattia, inesorabile,  ha nel giro di pochi  mesi suggellato la pretesa mortale dell’ultima parola su una vita redenta dal Signore, ma anche perché la perdita della cara sorella Ninetta rappresenta per tutti i battisti di Conversano la perdita di una relazione fraterna arricchente e alimentata dalla sua  profonda umiltà quale frutto coerente della fede ricevuta.

La sorella Ninetta aveva già sperimentato su di sé, la grande sofferenza  che la pretesa della malattia mortale avanza sugli affetti più cari, quando nell’Ottobre del 1987, nel pieno della maturità degli anni in cui si è accompagnati dalla speranza di poter  raccogliere i frutti di quanto seminato, è venuto a mancare  il proprio consorte, Pietro Dragone, fratello zelante nella fede e ricolmo di sano entusiasmo , soprattutto nell’ impegno sociale che lo aveva visto protagonista nelle lotte dei braccianti nella campagna di Conversano. Lì , di fronte alle sofferenze del marito  e nell’accompagnamento amorevole verso l’ultimo abbraccio, il salmo 23 è stato per Ninetta una parola sicura che quotidianamente la sorella del marito, Francesca,  leggeva a Pietruccio:
“…..il Signore è il mio pastore nulla mi manca …..Quand’anche camminasse nella valle dell’ombra della  morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei con me;….. il tuo bastone  e la tua verga mi danno sicurezza.…Per me tu imbandisci la tavola sotto gli occhi dei miei nemici …”.  Lì comprende che Gesù ha imbandito la mensa anche per lei come per tutti noi e questa comprensione del Salmo l’ha sempre accompagnata nel  servizio della preparazione della  Santa Cena che svolgeva con amorevole cura.

Nella sua semplicità aveva accolto l’Evangelo con ubbidienza, assaporando fino in fondo il gusto dell’ascolto della Parola di Dio e i suoi frutti. Assidua ai culti, agli studi biblici e alla contribuzione mensile  si è sempre distinta per saggezza,  costanza nella preghiera e nel servizio dei visitatori locali agli ammalati, praticando con gioia l’accoglienza ,  l’ospitalità e l’aiuto fraterno. Anche nei momenti più critici vissuti dalla chiesa di Conversano, per molti , la sorella Ninetta è stata un baluardo di responsabilità, resistendo alle tentazioni destinate a compromettere la comunione fraterna.  
Ma, in particolare, uno dei frutti dello Spirito  più evidenti e mai ostentato per farsene vanto, è rappresentato dal fatto che in un tempo caratterizzato da un forte  riflusso al privato  in cui  nelle nostre chiese si manifestavano grosse preoccupazioni per i nostri figli e per i nostri giovani che tanto facilmente ne uscivano fuori per cercare altrove la loro identità e il loro futuro, Ninetta, nella sua solitudine  di vedova e madre di quattro giovani figli ( Stefano, Tommaso, Maria e Lia), forte della promessa del Signore sulla Sua Parola che non torna a Lui a vuoto,   ha saputo essere per ciascuna e ciascuno di loro  un significativo e saldo  riferimento, tessendo un legame  profondo tra l’amore materno e filiale e l’amore di Dio per  i suoi figli: di questa benedizione la sorella Ninetta ringraziava il Signore nelle preghiere comunitarie sia  per averle fatto gustare le gioie profonde delle feste battesimali dei quattro figli , delle due nuore , Rosa e Liliana , del genero Franco Cicorella, cassiere della chiesa, e del nipote Pietro, sia per l’attiva partecipazione degli altri sette  nipoti alla S.D., al  gruppo giovanile e al servizio musicale per la liturgia del culto domenicale.
La sorella Ninetta amava molto la chiesa di Conversano, ma fino alla fine degli anni novanta non aveva ancora sperimentato una diversa e più ampia comunione fraterna, quella dei campi estivi:  grande fu la sua  gioia quando per la prima volta ebbe l’opportunità di partecipare ad uno degli ultimi campi estivi  per famiglie organizzati al Villaggio della Gioventù di Santa Severa; di quella esperienza ne fece tesoro perché la sua sensibilità alle problematiche sociali , che l’avevano vista  compagna nelle lotte bracciantili del marito, ora si risvegliava per saldarla con quelle per la salvaguardia del creato e per la giustizia nel mondo. Per la sorella Ninetta si apriva una nuova sfida dell’Evangelo: partecipare  attivamente alle iniziative che la chiesa di Conversano nel frattempo assumeva per la salvaguardia del creato. In particolare fu presa dal problema dell’acqua, della sua scarsità, e del suo ingiusto uso,  causa anche di guerre fra  i popoli del mondo.  Ninetta esprimeva nel giugno del 2003 nel silenzio della sua cameretta la sua preghiera sull’acqua in forma scritta, che in alcuni tratti riveste il contenuto di una confessione di peccato e di fede : “.....Oh , se avesse amore verso di te , ti risparmierei  e ti donerei a tutti coloro che non ne hanno, eppure il buon Dio l’ha donata senza distinguere il bianco dal nero ,il rosso dal giallo, tutti siamo fratelli  tutti  abbiamo diritto di consumarti con misura…Oh  uomo non sciuparla invano impara ad apprezzarla donandola al tuo prossimo, non essere egoista non pensare a te solo fai parti uguali, dividila con chi vuoi , ma donala con amore”.
Ninetta amava scrivere ogni giorno i suoi pensieri e  le sue preghiere in forma “poetica”, vincendo così la solitudine derivante dallo stato vedovile e collegandosi quotidianamente al cuore pulsante della vita che grida giustizia e pace in un mondo sofferente e tanto amato dall’Iddio onnipotente  In cuor suo, come scriveva nel 1995, era scritto il nome santo di Dio verso il quale voleva “….salire in cielo per raccontare le nostre pene amare…”.
Conoscere la volontà di Dio , conoscere la Sua Parola, è sempre stato per la sorella Ninetta il suo compito quotidiano e in questa ricerca il Salmo 139 aveva  acquistato per lei un significato particolare. Ora che lei non è più tra noi, grazie alla sua testimonianza, possiamo confermare l’esperienza del salmista  quando afferma   “ se scendo nel soggiorno dei morti , eccoti là..”  Scendere nel soggiorno dei morti e salire al cielo sono stati per Ninetta due momenti  di un unico evento: la resurrezione , promessa e realtà della Speranza viva! Ninetta ha vissuto una vita consacrata al Signore confidando nel Cristo morto e risorto per la nostra salvezza e ha  serbato in sé  fino alla fine il desiderio di ricongiungersi al suo amato consorte con cui aveva condiviso la stessa fede ; l’ha ri-chiamato negli ultimi istanti della sua vita: “ Petruccio aspettami” .
Anche il creato,  che geme e attende la manifestazione dei figli di Dio,  ha voluto esprimere con una eccezionale e abbondante pioggia riversata su tutti i presenti alla cerimonia funebre, presieduta dal Pastore Nunzio Loiudice commentando il salmo 139 e accompagnata da una sentita testimonianza del pastore emerito Rosario Baglieri, la sua partecipazione solidale a sottolineare come la similitudine di Isaia 55: 10-11 sia stata confermata nella parabola di vita della sorella Ninetta Lestingi in Dragone:  “ Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra , senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata”.  


Santo, Santo,  Santo
Vorrei gridare al cielo e dire
Padre nostro perdona le nostre offese e facci misericordia
paura ne ho tanta in questo mondo strano
vivere per me mi è sempre più difficile
la gente non mi ascolta se parlo la tua parola.
Signore tu rispondi con  tanto tanto amore,
il mondo che ci chiama a credere e a sperare  in tante
tante  speranze vane
non posso più resistere vorrei salire in cielo
e ancora raccontarti le nostre pene amare.
Io confido in te che Sei santo, santo,  santo
Ma un giorno me ne andrò da questo mondo strano
Nel cuore mio è scritto il nome tuo  santo
Tu sei il benedetto e io ti seguirò
Santo , santo,  santo sei tu Signor !

Conversano 22.05.1995
Ninetta Lestingi