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Iniziativa di solidarietà con i rom a Torino

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MONCALIERI (Torino), 11 ottobre 2010 - Da venerdì 24 a domenica 26 settembre, come Chiesa Battista di Moncalieri, abbiamo avuto giorni di intensa attività ecclesiastica. Elena Levak, rom evangelica che frequenta la Chiesa Battista di Rovigo, curata dal pastore Emanuele Casalino, è stata nostra gradita ospite, insieme al marito Gianni. L’idea di confrontarci con l’esperienza di fede di Elena, nasce dall’evento promosso dall’UCEBI, relativo al Camper dell’Amicizia col popolo rom, nella sua tappa del 16 giugno scorso, a Settimo Torinese.

Andando oltre la tappa del tour, e dopo aver stabilito una relazione fraterna e spirituale, ho chiesto ad Elena di venire  a Moncalieri, per raccontare a tutta la comunità, come l’Evangelo sia stato annunciato ed accolto dai rom. Il programma si è sviluppato a partire dal venerdì sera, in occasione del nostro incontro infrasettimanale. In tale occasione, Elena ha raccontato a tutti i presenti, il suo percorso di fede, dalla volta in cui un gruppo di missionari statunitensi, rompendo le barriere del pregiudizio, si è avvicinato alla sua famiglia per presentare il messaggio liberatorio di Gesù. Trascorsa la serata del venerdì, l’evento centrale, si è svolto il sabato sera, quando con Elena ed una discreta rappresentanza della chiesa di Moncalieri, siamo andati, muniti di chitarra e tastiera, nel campo rom di corso Tazzoli a Torino, edificato e curato da Terra del Fuoco (Gruppo Abele) di Torino. In questo campo regolare, in cui sono stanziati esclusivamente rom rumeni, abita la famiglia di Laura*, di cui vi avevo già raccontato la vicenda, in precedenza. Ora lei sta bene e non vive più l’incubo di essere scacciata verso una ulteriore marginalità. Orbene, quando siamo arrivati davanti alla sua casetta in legno, ci siamo sistemati con la strumentazione. Elena si è presentata, molto commossa, alle persone della sua stessa etnia. Un primo capannello di presenti, si è fatto avanti, incuriosito da cosa stesse succedendo. Il caso vuole che i nostri due musicisti siano rumeni, e così ho chiesto loro di aprire la serata con l’esecuzione di alcuni canti in lingua rumena. Questo ha fatto in modo che si avvicinassero altre persone, colpite dal sentire canti cristiani nella lingua della nazione da cui provengono. Poi, ci siamo cimentati nel cantare brani italiani, dopo di ché la parola è passata ad Elena Levak, che si è presentata ed ha condotto una riflessione biblica, che ha sottolineato il fatto per il quale l’annuncio dell’Evangelo, se accolto, riscatta moralmente e spiritualmente un popolo che di fatto non ha patria, dando a  quest’ultimo una identità che nasce dal diventare membri del regno di Dio. Al termine della serata, siamo stati esortati da Elena a ritornare con una certa regolarità al campo rom, perché se non ci andiamo noi, non ci va nessun altro. I rom del campo regolare di corso Tazzoli (come tutti gli altri), hanno bisogno che sia riconosciuta loro la dignità e sia donato l’annuncio della salvezza.

Nell’ultimo giorno del programma, domenica, la sorella Elena ha tenuto la predicazione. Per lei è stata la prima volta in cui si è trovata dietro ad un pulpito. Tuttavia, passata la prima emozione, ha condiviso con noi una bella riflessione sul tema della Santa Cena, a partire dal noto testo di 1 Corinzi 11:23-29. Al termine del culto, un volenteroso gruppo di sorelle, si è adoperato per allestire e servire una gustosissima agape fraterna ai presenti. Ringraziamo Elena e suo marito Gianni per averci fatto visita, e faremo tesoro sicuramente dei loro suggerimenti.

* Alcuni nomi sono stati cambiati per tutelare la privacy