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Mondovì: celebrato matrimonio interconfessionale

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Gli sposi con il past. Paschetto e don Motta

Gli sposi con il past. Paschetto e don Motta

MONDOVÌ, 18 settembre 2009 - Domenica 6 settembre è stato celebrato  presso la Chiesa di S. Agostino a Mondovì il primo matrimonio interconfessionale dopo la firma dell’accordo fra i cattolici e i battisti di cui riferiamo a parte i contenuti. Si è trattato di un momento storico perchè è la prima volta che, anche formalmente, due ministri di confessioni diverse concelebrano le nozze a cui, come è noto, protestanti e cattolici attribuiscono valore diverso, per i primi, infatti, il matrimonio non è un sacramento, ma un patto solenne di amore fra i coniugi.

La cerimonia è stata celebrata dal parroco di S. Agostino, don Egidio Motta, e dal pastore delle chiese evangeliche di Cuneo e Mondovì, Emmanuele Paschetto, che hanno unito in matrimonio Assunta Formisano e Umberto Cifani Stroebel, cattolica e abitante a Breo, la prima, battista, figlio dell’anziana della chiesa di Mondovì, il secondo. Va detto che da un anno i due giovani vivono in Brasile, e sono tornati in Italia solo per celebrare le nozze di fronte ad amici e parenti. Entrambi gli officianti hanno sottolineato il valore ecumenico di questo matrimonio che, in fondo, simboleggia l’ecumenismo insito in ogni unione di sposi perchè i coniugi mettono insieme il loro diverso e personale modo di amare Dio e di trasmettere questa loro testimonianza ai figli.

La liturgia ha alternato momenti della tradizione cattolica e momenti di quella protestante compresi gli inni che sono stati cantati dai fedeli. Ovviamente è rimasto l’aspetto sacramentale per quanto riguarda la celebrazione di don Motta, mentre da parte protestante si è maggiormente ribadita la testimonianza di fede degli sposi di fronte alla comunità. Non a caso è stata richiesta dal pastore Paschetto l’imposizione delle mani da parte dell’intera assemblea sui novelli coniugi.
Da segnalare che, con questo accordo, il prete cattolico benedice le nozze di un “non battezzato” e si apre anche uno spiraglio sulla compartecipazione all’educazione religiosa dei figli.
Sicuramente questi momenti liturgici, impensabili soltanto poche decine di anni or sono - come ha sottolineato l’anziano della chiesa protestante di Mondovì, Stefano Sicardi - dimostrano i grandi progressi attuati dall’ecumenismo che, fra l’altro, proprio in questo modo diventa qualcosa di diverso dagli enunciati e dagli auspici, trasformandosi in una concreta esperienza di vita vissuta.
Una tappa fondamentale, insomma, sulla strada dell’ecumenismo che da anni i protestanti e i cattolici stanno assieme percorrendo a Mondovì, anche grazie all’impegno e alla fede di figure come Mariuccia Martinetti, scomparsa proprio in queste settimane, e il cui lavoro è stato ricordato proprio durante la cerimonia di domenica.

SCHEDA

È stato a Roma il 30 giugno scorso presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana il Documento comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e battisti in Italia. Il Documento si rivolge alle coppie miste cattoliche e battiste che si preparano al matrimonio, per aiutarle nel cammino di preparazione e nella vita coniugale e familiare, nella consapevolezza dei loro diritti e doveri e del rapporto di comunione che li lega alla rispettiva Chiesa di appartenenza. È indirizzato anche alle comunità locali, in particolare ai parroci e ai pastori, responsabili delle comunità stesse, perché sappiano accompagnare, con rispetto e chiarezza, le scelte dei futuri coniugi.
Il Documento comune, elaborato sulla falsariga dell’analogo Testo comune sottoscritto nel 1997 dalla Cei e dalla Tavola Valdese per i matrimoni fra cattolici e valdesi-metodisti, offre indicazioni articolate circa la rispettiva dottrina sul matrimonio ed è suddiviso in quattro parti. La prima parte presenta ciò che i cristiani possono dire insieme sul matrimonio dal punto di vista teologico, malgrado le differenze e divergenze confessionali tuttora presenti. Non si tratta di un’esposizione completa della dottrina matrimoniale delle due Chiese: ci si limita a dire l’essenziale per fondare un’indicazione sul modo cristiano di vivere il matrimonio e per impostare in prospettiva ecumenica un discorso comune, per quanto possibile, sulla pastorale dei matrimoni interconfessionali. Nella seconda parte vengono indicati i più significativi punti teologici di divergenza nel modo di intendere il matrimonio fra cattolici e battisti, la loro incidenza sulla comunione coniugale, il loro riflesso sulla disciplina dei matrimoni interconfessionali, circa la celebrazione nuziale e così via. La terza parte, di indole pastorale, offre agli sposi, alle loro famiglie e ai ministri delle due comunità religiose indicazioni e orientamenti circa la preparazione, la celebrazione e la pastorale dei matrimoni interconfessionali. Nella quarta parte si presentano in dettaglio i vari aspetti pratici dei diversi momenti relativi alla preparazione, alla celebrazione e agli effetti di tali matrimoni.