I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Conferenza della Presidente dell’UCEBI nel Quattrocentesimo Anniversario della fondazione della prima Chiesa Battista in Europa – Mottola, 18 aprile 2009

MOTTOLA, 4 maggio 2009 - La terza ed ultima conferenza, dedicata alla nascita e consolidamento del movimento battista, in occasione della ricorrenza del quattrocentesimo anniversario della fondazione della prima chiesa ad Amsterdam nel 1609, si è svolta a Mottola (TA), presso la locale Chiesa Battista il 18 aprile u.s., tenuta dalla presidente dell’UCEBI, pastora Anna Maffei. La pastora Sandra Spada, dopo aver ricordato le precedenti conferenze tenute rispettivamente dai pastori Martin Ibarra sulla nascita del Battismo in Europa e negli Stati Uniti dal 1600 al 1800, ed Emanuele Paschetto, sulla nascita e sviluppo del movimento battista in Italia, ha presentato e dato la parola ad Anna Maffei, ultima relatrice del ciclo di incontri.

Anna Maffei, nel riprendere la nascita e la storia del movimento, ha iniziato col dire che le Chiese Battiste, dovunque siano nel mondo, non fanno parte della storiografia ufficiale in quanto comunità la cui predicazione ed azione è stata rivolta verso i deboli e gli emarginati di ogni epoca e luogo. La relatrice ha poi focalizzato la sua attenzione sul tema della conferenza: “1956, Nascita dell’Ucebi – Sviluppo, consolidamento, attualità”. La creazione dell’Unione, nel 1956, aveva come obiettivo primario l’autonomia delle chiese dal sostegno economico e dal “controllo” teologico del Foreign Mission Board (la missione delle Chiese Battiste del Sud degli USA) che, dal secondo dopoguerra , aveva esteso la sua influenza sull’Italia come sugli altri paesi dell’occidente.

Negli anni sessanta l’Unione crebbe con la confluenza (nel 1966) della storica Spezia Mission for Italy sponsorizzata dalla missione inglese. L’Unione, inoltre, seppe dare un impulso decisivo (come lo fu all’inizio del XX secolo) alla nascita della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (1967). Maffei ha in seguito concentrato la sua attenzione sui movimenti di rinnovamento e di protesta all’interno e all’esterno delle Chiese Battiste in Italia che, per l’intero decennio degli anni settanta, mutarono profondamente la vocazione e la testimonianza dei credenti. Furono anni di contestazione contro la guerra in Vietnam, contro i missionari americani che si rifiutavano di adottare una chiara e convinta linea pacifista ma, anche, di adesione ai tanti movimenti pacifisti, di sostegno alle battaglie per i diritti civili ( vedi leggi e referendum sui temi del divorzio e dell’aborto) e per l’estensione del ministero pastorale alle donne.

Questa spinta di rinnovamento proseguì anche durante gi anni ’80 e primi anni ’90. Le Chiese risposero con grande partecipazione ai movimenti di protesta contro l’installazione dei missili, contro la guerra in Iraq e diedero il loro apporto al costituendo processo conciliare, indetto al CEC (Consiglio Ecumenico delle Chiese), per la Pace, la Giustizia e l’Integrità del Creato. E’ in questi due decenni, inoltre, che il lungo e accidentato percorso verso l’autonomia e il pieno riconoscimento dell’Unione Battista si concretizzò. Il Convegno e le Assemblee Straordinarie sulla questione dell’Ecclesiologia Battista definirono la natura e la vocazione delle Chiese in Italia e furono il volano per la scrittura di una comune Confessione di Fede e del Patto Costitutivo. Questi ultimi passi permisero all’Unione di presentarsi unita e compatta di fronte alla Stato Italiano, il che portò alla firma dell’Intesa nel 1995.

L’Unione, ha proseguito la relatrice, seppe intraprendere anche il cammino del mutuo riconoscimento con la Chiese Valdo-Metodiste che portò alle sessioni congiunte dell’Assemblea-Sinodo (la prima delle quali si tenne nel 1990) e dell’integrazione, nelle comunità battiste in Italia, dei tanti immigrati evangelici giunti nel nostro paese dal Sud e dall’Est del mondo. Nei primo decennio del XXI secolo le Chiese Battiste in Italia sono giunte ad un bivio, ha proseguito Anna Maffei.

Negli ultimi anni è cambiato la diaconia delle comunità e dell’Unione tutta. Nonostante la dismissione di storiche ed importanti opere in Italia, le Chiese hanno intrapreso in modo convinto la strada dell’aiuto fraterno e del sostegno finanziario verso le Unioni e Convenzione Battiste dell’Africa e dell’America Latina. E’ così sorto il progetto Zimbabwe che vede l’Unione sostenere cliniche, ospedali, orfani, case famiglie e costruzioni di infrastrutture primarie in quella nazione così martoriata. Ma l’Unione prosegue, anche, il suo più che decennale sostegno alla Missione Battista Europea che opera in America Latina (oltreché in Africa).

Anna Maffei, infine, ha enfatizzato il crescente impegno del Comitato Esecutivo e dell’Unione tutta per la formazione, l’integrazione e il coinvolgimento delle giovani generazioni nella vita delle Chiese. E’ in questo ambito che hanno visto la luce e hanno avuto un ottimo riscontro la Partnership con le Chiese Battiste della Virginia (USA) e i Campi Intergenerazionali. La relatrice ha concluso citando un passo della predicazione del primo presidente dell’UCEBI, il pastore Corsani, in occasione dell’Assemblea Costitutiva del 1956, nella quale lo stesso esortava il credente ad assumersi consapevolmente e pienamente le proprie responsabilità nella testimonianza, nel discepolato e nell’evangelizzazione. La serata è proseguita, con il momento dedicato agli interventi e alle domande, con i ringraziamenti della pastora Sandra Spada alla presidente Anna Maffei e a tutti i presenti, sia mottolesi che di altre Chiese Battiste della Puglia e Basilicata, per la loro attiva partecipazione in questo come negli altri due precedenti appuntamenti e con la condivisione di un’agape fraterna.