I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Home Memoria e missione

Intervista sui 150 della presenza battista in Italia

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ROMA, 24 gennaio 2013 - Nel 2013 si terranno le celebrazioni dei 150 della presenza dei battisti in Italia. Abbiamo rivolto alcune domande al pastore Emanuele Casalino, coordinatore del Gruppo di lavoro che sta seguendo l’organizzazione delle celebrazioni che si terranno dal 5 all’8 settembre 2013 presso la struttura della chiesa battista di Roma-Centocelle, in via delle Spighe.

— Quale è il compito del Gruppo di lavoro?
Il gruppo di lavoro – in cui sono rappresentate tutte le istanze dell’Unione battista, dai tre Dipartimenti (teologia, evangelizzazione, chiese internazionali) al Collegio pastorale, con il contributo dei pastori Anna Maffei e Massimo Aprile per l’esperienza che hanno consolidato nell’organizzazione del campo intergenerazionale «VariEtà» – si è incontrato già diverse volte e sta lavorando con grande spirito di collaborazione e competenza per la riuscita dell’iniziativa che vuole guardare alla storia dei battisti affinché le chiese possano comprendere meglio il presente e il futuro della loro missione e della loro presenza nel nostro paese.


— Quali proposte sono state fin qui elaborate?
Al momento è stato realizzato un numero speciale della rivista «Il Seminatore», a cura del Dipartimento di evangelizzazione, in cui viene presentata a grandi linee la storia del battismo italiano e internazionale, e in cui si trovano alcuni ritratti di figure significative del battismo nostrano; poi è stato realizzato un video, a cura dello Spav, e un manifesto delle Celebrazioni, a cura del grafico Pietro Romeo. Inoltre il «gruppo degli storici», coordinato dal professore Massimo Rubboli, sta preparando una mostra sulla storia delle chiese battiste italiane composta da 18 pannelli e un opuscolo di 40 pagine. Infine, il giornale Riforma ospiterà una serie di articoli a scadenza mensile sulla storia dei battisti a cura del Dipartimento di teologia. Tutto questo materiale è a disposizione delle chiese locali.
Attualmente il Gruppo di lavoro sta lavorando al programma dell’incontro nazionale che si terrà a settembre che vuole essere un momento di «festa», un’occasione d’incontro e di scambio dei singoli partecipanti e delle chiese. Il programma prevederà momenti di predicazione e di preghiera ma anche laboratori sulla missione e l’interculturalità. Naturalmente molto spazio sarà dato alla musica con la presenza di diversi cori e gruppi musicali: l’organizzazione di questo aspetto è affidato al maestro Carlo Lella, ministro per la musica dell’Ucebi.


— Spesso le celebrazioni degli anniversari corrono il rischio dell’autoreferenzialità e dell’autocelebrazione. Come pensate di evitare questo pericolo?
Il rischio c’è ma cercheremo di evitarlo ponendo al centro delle celebrazioni l’annuncio della buona novella del vangelo di Cristo e quindi di riflesso la nostra missione che è quella di annunciare la salvezza di ogni creatura, una salvezza che si fa storia e che libera gli esseri umani nella loro totalità da ogni forma di oppressione. Ritengo che la nostra proposta di un cristianesimo che non rinuncia a dichiarare che Dio è presente più nella libertà che nell’autorità sia ancora valida.
Sul piano più strettamente storico-culturale l’autoreferenzialità della propria storia la si evita se comprendiamo noi stessi nel panorama più ampio del protestantesimo italiano, e penso in modo particolare al cammino che facciamo con i valdesi e i metodisti. Pensare alla nostra storia senza considerare questo cammino comune significa amputarla di una gamba. Ne sono pienamente convinto. Oggi più che mai dobbiamo dare qualità e spessore alle nostre relazioni e far crescere ancora di più la collaborazione tra le chiese.


— Come ti auguri che le chiese e i singoli credenti vivano queste celebrazioni?
Spero che le chiese acquistino e recuperino tutto il materiale preparato finora e comincino a organizzare a livello locale e regionale iniziative pubbliche, affinché siano occasione di missione e di evangelizzazione. Mi auguro che i fratelli e le sorelle si mobilitino localmente in vista dell’appuntamento nazionale a Roma nel settembre 2013, nella consapevolezza piena di gratitudine che: «Fin qui il Signore ci ha soccorsi» (1 Sam. 7, 12).

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Tratto da: Riforma - www.riforma.it