I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Home Memoria e missione

Anche le chiese battiste, nel loro piccolo, a volte battezzano

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ROMA, 3 giugno 2011 - Anno 1884.  Due battesimi in Via Foria, Napoli.  Un battesimo a Via Urbana, Roma.  Due battesimi a Bari.  Sette battesimi a Orbetello.  Tre battesimi a Lerici.  Sei battesimi a Genova.  E la lista potrebbe continuare ancora a lungo.  Si potrebbe poi iniziare con l’anno 1885: sei battesimi a Caserta, due battesimi a Livorno…
Le chiese battiste italiane avevano la sana abitudine di battezzare!


Segnalateci i battesimi celebrati nella vostra chiesa inviando un'email a:

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Queste sono le parole del pastore Baratti che curava la chiesa di Livorno al suo cinquantesimo battesimo:  “Oltre alle quattro raunanze che ho ogni settimana in Livorno, io faccio qualche viaggio Biblico nei paesi fuori di Livorno; e nella passata settimana colle mie due valigie piene di Bibbie, Testamenti, Evangelini e trattati, ho percorso tre paesi verso la Maremma.  Mi sono fermato a Cecina, piccolo paese agricolo e marittimo, l’emporio dei paesi circonvicini; quivi mi sono fermato due giorni percorrendo tutto casa per casa e bottega per bottega, officine e caffè e trattorie, e case di campagna, e casotti ferroviarii dando trattati ed Evangelini, e vendendo Bibbie e Testamenti…”.
Le chiese battiste non solo battezzavano, ma evangelizzavano!  D’altronde si può mai battezzare se non si evangelizza?  
In prima fila vi erano i pastori, grandi viaggiatori, instancabili evangelizzatori.  E le chiese crescevano.  Nuove chiese venivano fondate.  L’entusiasmo cresceva.  Tutti erano disposti a fare qualche sacrificio per l’evangelo.  Ma nessuno lo faceva pesare.
Da quegli anni è passato più di un secolo e se fossimo cresciuti con quel ritmo oggi saremmo una normale denominazione di circa diecimila credenti.  Una discreta e significativa presenza sul territorio italiano, capace di dire e fare qualcosa di protestante.  Ma così non è stato, anzi nel tempo vi è stata anche una significativa decrescita.  Il perché non è la materia di questo mio intervento, ma sarà necessario che qualcuno/a metta mano ad un’analisi di questo tipo.
Da qualche anno, però, sta crescendo una nuova sensibilità ai temi della missione, della evangelizzazione e quindi, necessariamente, dei battesimi.  Sensibilità che non è ancora in grado di tradursi in strategie, modelli, progetti, ma che sempre più si manifesta nei nostri convegni e nelle nostre assemblee.  È finalmente caduto quel tabù che imponeva una qualche forma di sacro silenzio sui temi della crescita della chiesa.
Ed eccoci ad oggi! 2011.  Quattro battesimi a Ripabottoni -assurta a simbolo della nostra rinascita-.  Due battesimi a Roma Teatro Valle la prossima domenica.  Alcuni battesimi già celebrati quest’anno in altre chiese, altri programmati.  I segnali sono incoraggianti.  Ora ognuno/a deve fare la sua parte e deve farla nel miglior modo possibile.
Fra breve sul sito dell’Ucebi comparirà un contatore dei battesimi.  Ogni chiesa che celebrerà un battesimo ne darà comunicazione alla segreteria dei nostri uffici e il contatore sarà aggiornato.  È solo una forma più moderna di quel che faceva il nostro Testimonio quando mensilmente riceveva le notizie dalle chiese, e al primo posto di queste notizie si leggeva: “Caserta. – La mattina dell’8 Febbraio (1885) questa Chiesa molto fu rallegrata dal vedere che altri tre militari e due studenti borghesi da Caserta vollero testimoniare la loro fede in Cristo Gesù col santo rito del Battesimo.  La cerimonia riusci molto edificante, e fra breve altri seguiranno l’esempio dei loro compagni.  F. Libonati”.