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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Home I battisti Il battismo
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Nascita del battismo
Origini delle chiese battiste

a cura di Martin Ibarra y Perez

I battisti generali

Nel 1606 un giovane dissidente puritano chiamato John Smyth si associò ad una congregazione separatista nella città di Gainsborough. Smyth era un laureato in teologia di Cambridge, era stato ordinato presbitero anglicano dal vescovo di Londra e predicatore nella città di Lincoln. Egli attraversò tutti gli stadi del dissenso puritano: moderato, presbiteriano e finalmente diventò un separatista convinto. Fu nominato ministro della congregazione di Gainsborough. La congregazione crebbe consistentemente. Questo rendeva pericolose le loro adunanze. Decisero dunque di dividersi per motivi di sicurezza in due gruppi. Il primo gruppo era guidato da Richard Clifton e s’incontrava a Scrooby Manor House. In seguito la direzione di questo gruppo passò a Robinson. Il secondo rimase a Gainsborough sotto la direzione di Smyth e di Thomas Helwys un avvocato formatosi al Gray's Inn di Londra. Nel luglio del 1607 la moglie di Helwys, Joan, fu arrestata e imprigionata nel castello di York. I due gruppi emigrarono in Olanda per sfuggire all'arresto. Il gruppo di Robinson si stabilì a Leyden. Il gruppo di Smyth, un’ottantina di persone, si stabilì ad Amsterdam. L'Olanda era in quel tempo uno dei pochi luoghi in Europa dove esisteva una certa tolleranza religiosa. C'erano altre congregazioni di dissidenti inglesi simili a quella di Smyth. La più importante aveva come ministro Francis Johnson che era stato professore di Smyth a Cambridge. Negli scritti di John Smyth del 1607 e 1608 è percettibile un progressivo allontanamento dalle altre congregazioni separatiste inglesi in Olanda. Il tema centrale che occupa Smyth è la natura e la costituzione della chiesa secondo il modello del Nuovo Testamento. Questo sarà in seguito uno dei temi più importanti fra i battisti. Smyth si spinse oltre nelle sue deduzioni. Egli partì dalle stesse presupposizioni del resto dei separatisti. Cristo è il vero profeta, re e sacerdote della sua chiesa. Ci sono tre segni o note della chiesa che si corrispondono al triplice ruolo del Cristo risorto: i sacramenti, la predicazione della parola e l'esercizio della disciplina. La ragione profonda della separazione dalla Chiesa Anglicana era che non esercitava il terzo ministero, quello della disciplina, e che dunque non rifiutava i sacramenti ai peccatori noti. Da questo era inferito che non era una vera chiesa e che i veri credenti dovevano separarsi da essa. La domanda che cominciò a tormentare Smyth fu su quale base dovevano essere costituite le nuove chiese. La risposta data dagli altri separatisti era che la base sarebbe il patto. I primi motivi di controversia furono le forme del culto, Smyth sosteneva una specie di liturgia spontanea, e il ministero e governo della chiesa. Per Smyth e il battismo posteriore il ministero è unico con diverse funzioni esercitate dai ministri e dai laici indistintamente. Verso la fine del 1608 o all'inizio del 1609 Smyth diede il passo definitivo. Egli comincia a dubitare del battesimo che ha ricevuto nella Chiesa Anglicana. La sua comunità fu sciolta e ricostituita sulla base del battesimo dei credenti che confessano la loro fede e i loro peccati. Il battesimo dei credenti sostituì il patto come la base di costituzione della chiesa. Era nata la prima chiesa battista. Dai documenti e dagli scritti in nostro possesso possiamo dedurre che il loro interesse non era il battesimo in sé. L'interesse principale consisteva nel trovare la base adeguata per costituire le nuove chiese separate secondo il modello del Nuovo Testamento. Perché essa sia genuina le persone che costituiscono la chiesa devono essere dei veri credenti. Per questo motivo solo i credenti sono i veri soggetti del battesimo. I problemi erano due. Tutte le chiese che loro conoscevano battezzavano gli infanti. Soltanto i mennoniti battezzavano i credenti adulti. A chi potevano chiedere il battesimo? Se le prime erano tutte chiese false per loro, perché costituite sul falso fondamento del battesimo infantile, i secondi erano per tutti dei noti ereticali. Smyth prese una decisione molto controversa: battezzò se stesso. Per questo motivo fu in poi conosciuto come il Se-Baptist (colui che battezzò se stesso). Dopo battezzò il resto della sua congregazione. Questo passo suscitò scalpore e dure critiche. Smyth giunse qualche tempo dopo alla conclusione di essersi sbagliato. Rinunciò al suo autobattesimo e chiese alla comunità di ripudiare la loro azione. Alcuni seguirono Smyth e chiesero con lui ai mennoniti di entrare nella loro chiesa. Helwys e una parte della comunità, tra essi William Piggot, Thomas Seamer e John Murton rimasero fedeli alle decisioni prese. Fra il 1610 e il 1611 il gruppo di Smyth, il gruppo di Helwys e i mennoniti si scambiarono una serie di lettere e di confessioni di fede. In questo periodo maturò il senso di identità della prima chiesa battista. Loro si resero conto di due fatti. Il primo, non erano ormai dei separatisti indipendenti anche se conservavano molti degli elementi della loro ecclesiologia. Il secondo, non erano e non volevano diventare mennoniti. Avevano concezioni diverse della chiesa e dello Stato, del ruolo della magistratura, loro insegnavano che un cristiano poteva diventare un magistrato e usare la spada per una causa giusta. Ma, il traguardo più rilevante che raggiunsero e che rivela la piena maturità della riflessione del gruppo su se stesso e sul senso della loro identità è dato da due elementi che in poi saranno il biglietto da visita del battismo. Questo è il contributo che i battisti buttano nella mischia religiosa del XVII secolo. Da una parte giungono alla convinzione della necessaria separazione fra Chiesa e Stato; dall'altra cominciano ad affermare la libertà della coscienza individuale e che dunque non deve essere esercitata coercizione alcuna in materia religiosa. I battisti hanno questa caratteristica che è uno dei tratti più importanti della loro identità, essi hanno insegnato e cercato di praticare sempre la libertà di coscienza non solo per se stessi ma anche per tutti. Nel 1611 Helwys e la sua chiesa decisero di ritornare in Inghilterra e affrontare i rischi della clandestinità. Si stabilirono a Spitalfields vicino Londra. Da questa chiesa sorse il primo gruppo di battisti conosciuti come "Generali" perché sostenevano che la redenzione operata da Cristo era "generale", e che dunque, Cristo morì per tutti.

I battisti particolari

Dobbiamo aspettare una trentina d'anni per vedere sorgere, in maniera indipendente al primo gruppo di battisti, il secondo gruppo di battisti chiamati "Particolari" perché sostenevano che la redenzione operata da Cristo era "particolare", e che dunque, Cristo morì soltanto per gli eletti. I battisti generali aderivano alle modifiche introdotte al calvinismo dal teologo olandese Arminio. I battisti particolari invece erano dei calvinisti ortodossi in ciò che riguardava le dottrine della grazia e la redenzione. Nel 1616, un semi-separatista chiamato Henry Jacob, fondò una comunità congregazionalista nel quartiere del Southwark a Londra. Erano membri di questa congregazione dei separatisti e dei semi-separatisti. Anche se manteneva una linea congregazionalista non era ostile nei confronti della Chiesa Anglicana. L'evoluzione di questa congregazione ci è nota grazie ad alcuni registri che annotano le vicende più importanti fra il 1616 e il 1638. La chiesa è costituita in conformità a un patto, una confessione di fede e di peccato. Successero a Jacob nella conduzione della chiesa di Southwark prima John Lathrop e poi Henry Jessey. La composizione mista di questo gruppo provocò una serie di problemi e di divisioni. Nel 1630, un gruppo diretto da un Mr. Dupper si staccò dalla chiesa per una controversia sul battesimo infantile, e creò una congregazione contraria al battesimo infantile e a mantenere forme di comunione con la Chiesa Anglicana. Nella chiesa di Southwark proseguì il dibattito attorno alla validità del battesimo ricevuto dalla Chiesa Anglicana. Ci sono almeno due motivi per rifiutarlo da parte dei più radicali: o perché proviene da una chiesa statale e che perseguitava la vera chiesa; o perché è stato amministrato a dei bambini incapaci di credere e di confessare i loro peccati. Nel 1633, un altro gruppo condotto da Samuel Eaton si staccò e formò un'altra congregazione a Londra. Sappiamo che Eaton e altri di quel gruppo ricevettero un secondo battesimo. Nel 1638 altre sei persone lasciarono la chiesa di Southwark e si unirono al gruppo di Eaton che allora era diretto da Spilsbury. Altri invece pensano che il gruppo di Spilsbury era un terzo gruppo diverso da quelli di Dupper e Eaton questo ultimo allora in prigione per il suo dissenso religioso. Nel 1637 era entrato in questa comunità, che già praticava il battesimo di credenti, William Kiffin, uno dei più importanti dirigenti futuri dei battisti particolari. Dunque, verso il 1638 c'erano due o tre congregazioni di separatisti calvinisti a Londra che praticavano il battesimo degli adulti. I registri di queste chiese rivelano inoltre che verso il 1640 cominciarono a praticare il battesimo per immersione. Il recupero della pratica dell'immersione come modo del battesimo avvenne in due diverse maniere. Uno dei gruppi tentò di assicurare una sorta di continuità storica dell'immersione attraverso la missione di Richard Blunt in Olanda presso i mennoniti. L'altro gruppo diretto da Spilsbury, semplicemente, adottò l'immersione sulla base dell'autorità che pensavano dava loro la Bibbia. Sappiamo che nel 1644 c'erano sette chiese dei battisti particolari a Londra. Quell'anno stamparono una confessione di fede che è la base dottrinale del nuovo gruppo di battisti. Tra i firmatari ci sono quindici ministri, tra essi troviamo Kiffin, Spilsbury e Knollys. Oltre alla questione battesimale e ecclesiologica in questa confessione presentata al Parlamento di maggioranza presbiteriana, si chiede per loro e per tutti la libertà di coscienza in materia religiosa. A differenza dei separatisti indipendenti, i primi battisti cercarono una forma di collegamento delle loro comunità. Volevano esprimere attraverso il collegamento la comunione fra le chiese, sviluppare forme di sostegno e di solidarietà per proteggere, in un’epoca di persecuzione al dissenso religioso, le chiese più deboli. Le confessioni di fede sottoscritte insieme da più chiese e la nascita delle prime associazioni di chiese saranno note distintive di entrambi i gruppi di battisti. Il collegamento fra le chiese ha ancora oggi, un'importanza fondamentale. Non è un dato secondario ma ecclesiologico. Anche se ci sono diverse interpretazioni sul valore ecclesiologico dei collegamenti regionali, nazionali o internazionali delle chiese battiste.

La controversia sulle origine del battismo

Per affrontare una questione così complessa occorre partire da una prospettiva adeguata. Essa non può che essere un approccio scientifico umile che rinuncia a presupposizioni ideologiche e si fonda sullo studio dei documenti. Le questioni sono quattro. La prima è determinare se c'è stata un'influenza anabattista nello sviluppo del separatismo puritano. La seconda, più specifica, è considerare se nella decisione di Smyth di rifondare la sua chiesa sulla base del battesimo dei credenti ebbero una qualche influenza i mennoniti di Amsterdam chiamati Waterlander. La terza è più teologica, consiste nell'accertare se i mennoniti influenzarono in altre questioni teologiche il gruppo di Smyth e Helwys, ad esempio nella modifica in senso arminiano del loro calvinismo. La quarta riguarda i battisti particolari, se i mennoniti della chiesa di Ryhnsburg chiamata Collegiante influenzarono nella loro decisione di adottare il battesimo per immersione. Le due ipotesi sull'origine del battismo si possono dunque riassumere così: la prima sostiene che esiste una connessione fra l'anabattismo e il battismo; la seconda sostiene la continuità fra il puritanesimo, il separatismo e il battismo. Il consenso fra gli storici battisti sulla necessità di distinguere con chiarezza gli anabattisti dai battisti non ha chiuso la controversia. La risposta che si dà alla questione degli origini ha importanti conseguenze ecumeniche. Occorre situare le chiese battiste attuali in maniera accurata all'interno del corso della storia e l'evoluzione della chiesa cristiana. I battisti rappresentano oggi la più importante denominazione del protestantesimo chiamato libero. Le altre chiese cristiane, nel dialogo vis-à-vis con i battisti devono sapere chiaramente dove situarli. Per i battisti è anche imprescindibile determinare qual è la propria posizione. Saremo così consci di essere una parte d'un insieme, e che nulla che è parziale rappresenta la totalità e la complessità dell'opera di Dio nella storia. La nostra tradizione vivente parte, possiamo concludere con la consapevolezza che non tutti saranno d'accordo, dal movimento puritano inglese, concretamente dalla sua parte più radicale, il separatismo. Partendo da questa radice, secondo alcuni per influenza anabattista o come risultato naturale dello sviluppo delle stesse idee separatiste e puritane, si sviluppò nel XVII secolo, in due gruppi paralleli, l'identità battista che presenta tratti specifici che la distinguono dal resto delle chiese cristiane. Questi tratti non devono essere considerati dagli altri cristiani come incompatibili con i propri, ma attraverso il confronto e il dialogo considerarli come complementari e aventi la stessa legittimità storica e teologica.

Per approfondire l'argomento

  1. STORIE GENERALI IN INGLESE:
    • E. PAYNE, B.R. WHITE (EDD.). The English Baptists (4 vol.). Londra, The Baptist Historical Society, 1983 sgg.
    • L. MCBETH. The Baptist Heritage: Four Centuries of Baptist Witness. Nashville, TE, Broadman Press, 1987.
  2. RACCOLTE DI DOCUMENTI E SCRITTI:
    • CH. BURRAGE. The English Dissenters in the light of recent research 1550-1641 (2 vol.). Cambridge, Cambridge University Press, 1912.
    • L. MCBETH. A Source Book for Baptist Heritage. (Nashville, TE, Broadman Press, 1990.
    • W.L. LUMPKIN. Baptist Confessions of Faith. Valley Forge, Judson Press, 1969 (edizione revisionata della prima edizione del 1959).
    • E. PASCHETTO, P. SBAFFI E E. RIVOIR (edd.). Evangelici in Italia: documenti delle chiese battiste, metodiste e valdesi (1961-1990). Torino, Claudiana, 1990.
  3. I BATTISTI IN ITALIA:
    • D.G. WHITTINGHILL, "Cenni Storici" in AA.VV. I Battisti. Claudiana, Firenze, 1913.
    • P. SANFILIPPO. L'Italia Battista. Roma, Reparto Pubblicazioni U.C.E.B.I., 1959.
    • Giuseppe Gangale: Araldo del nuovo protestantesimo italiano. Genova, Lanterna, 1981.
    • P. SPANU, "Cenni Storici sulle chiese battiste con particolare riguardo a quelle italiane", in AA.VV. Conosciamo i Fratelli: Corso Breve di Ecumenismo (secondo vol.). Roma, Centro Pro Unione, 1981.
    • P. BENSI. "Perché sono Evangelico Battista?", in AA.VV. Conosciamo i fratelli (Ib.)
    • P. SPANU E F. SCARAMUCCIA. I battisti, democrazia, libertà, tolleranza. Claudiana, Torino, 1998.
    • R. MAIOCCHI E F. SCARAMUCCIA. L'Intesa Battista: Un'identità rispetata. Claudiana, Torino, 1996.
    • D. TOMASETTO. Commento alla Confessione di fede Battista. Claudiana, Torino, 1992.
    • D. MASELLI, Storia dei battisti italiani. Claudiana, Torino, 2003.
    • L'archivio storico dell'UCEBI è disponibile per gli studiosi e ricercatori presso il Museo Valdese di Torre Pellice (TO).

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