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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Messaggio di Natale 2017

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“Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto,  e che il Signore ci ha fatto sapere”  (Luca 2: 15)

ROMA, 21 dicembre 2017 - Care Chiese, care sorelle e cari fratelli,  è tempo di Avvento! E’ Natale!  Il testo del vangelo di Luca ci invita ad andare a Betlemme. E’ un viaggio unico, diverso da quelli che siamo abituati a fare durante le festività. Ma, per certi versi, è un viaggio vicino a coloro che, a causa delle guerre, delle persecuzioni, della povertà e delle malattie sono costretti ad abbandonare il proprio paese e i propri familiari, affrontando le insidie mortali che il “mare nostrum” spesso riserva, per approdare nella nostra Europa, con grandi speranze per il futuro.

Andare a Betlemme significa ripercorrere il viaggio di Dio verso l’umanità. C’è stato un tempo, dopo la creazione, in cui “Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo.”

E’ stato il tempo della tentazione e della tristezza di Dio che “si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.”   Ma quello è stato anche il tempo del ravvedimento di Dio che ci ha elargito gratuitamente la sua Grazia, la sua misericordia, il suo Amore per l’umanità intera e per l’eternità. Infatti “…quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, … affinché noi ricevessimo l’adozione.”

Accogliamo l’invito dei pastori e diciamo con essi: “Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere”.

A Betlemme Dio entra nel mondo dominato dal suo principe mortale e lo fa incarnandosi nel piccolo fanciullo, il Salvatore che è il Cristo, il Signore, l’Emmanuele, il Dio con noi! Alleluia! Dio entra nella nostra miseria con la ricchezza del suo Amore infinito. Prende la nostra vita per lascarci la Sua! A Betlemme la Salvezza non viene dai potenti, né dalla sapienza umana, né dalle ricchezze mondane, ma sale dai poveri di spirito, dagli oppressi e affaticati e dai pazzi secondo il mondo, ma sapienti secondo Dio. A Betlemme Dio inizia la sua opera di Salvezza; da lì inizia l’accompagnamento di Dio Gesù verso Gerusalemme, nella croce e nella resurrezione.

Viene così annunciata al mondo la Buona Notizia, la Salvezza per mezzo del Fanciullo che è nato:

Oggi nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore,  che è il Cristo, il Signore

Oggi imperversa ancora la malvagità che genera guerre, terrorismi e minacce atomiche; la creazione geme ed è in travaglio; a milioni di bambini è sottratto il diritto alla sopravvivenza, alla salute, alla gioia e al gioco, all’istruzione, allo sviluppo della personalità; molti di loro sono sfruttati nel lavoro, nelle azioni militari di rappresaglia, di terrorismo e di guerra degli adulti, ripieni di odio e di sete di potere.

Nonostante tutto ciò, oggi il Natale irrompe con la forza dello Spirito del Signore e, come allora fu per gli umili pastori, anche noi siamo chiamati a lasciarci sorprendere dalla gioia, glorificando e lodando Dio come hanno fatto gli angeli:

Gloria a Dio nei luoghi altissimi,  pace in terra fra gli uomini ch’Egli gradisce

Facciamolo con canti, inni di giubilo e allegrezza. E’ l’annuncio dell’Evangelo che, nella povertà della mangiatoia, manifesta l’amore di Dio per l’umanità. Accostiamoci a Cristo nell’altro, nel dialogo e nell’ascolto, perché solo nell’ascolto intento e intenzionale vi è la possibilità di imparare ad attuare la parola di Dio, sapendo che il Signore non ci parla attraverso il cicaleggio continuo del nostro smartphone, ma richiede che spegniamo il cellulare metaforico dei nostri pensieri per metterci nel prezioso silenzio e accogliere la Sua Parola, accompagnati dallo stupore della fede, come fu per i pastori di Betlemme:

Non temete! Ecco, infatti, vi porto la buona notizia di una grande gioia che giungerà a tutto il popolo…

Vostro in Cristo, A voi tutti il mio augurio per un Santo Natale arricchito dalle promesse del Signore!

Giovanni Arcidiacono