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Home Biblicamente Perché ha molto amato… - Luca 7,36-50

Perché ha molto amato… - Luca 7,36-50

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ROVIGO, 26 aprile 2012 - Carissimi nel Signore, solo Luca riporta questo singolare racconto della peccatrice perdonata.
Gesù è in casa di Simone il fariseo. Non tutti i farisei gli sono ostili. Qui, nel nostro racconto, Simone desidera conoscere Gesù, parlare con lui, con questo insolito maestro giudeo che accoglie i peccatori e a tutti loro annuncia il perdono di Dio. Gesù si è attirato non poche critiche per le sue frequentazioni, e i religiosi pensano che un uomo pio e timorato di Dio non dovrebbe frequentare persone di pessima reputazione. Infatti sono propri i farisei a lamentarsi del fatto che Gesù mangia e beve con i peccatori.

 

Nessun fariseo avrebbe mai potuto dire con Gesù: “Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori” (Matteo 9,11ss).
Gesù non rifiuta l’invito di Simone. Gesù si mostra disponibile con tutti e soprattutto con quanti sono desiderosi di ascoltarlo, manifestando così una grande libertà da ogni pregiudizio. Che Gesù sia libero da ogni pregiudizio lo si può vedere in molti aspetti che caratterizzano il suo ministero: mangia e beve con i peccatori, entra in casa di Matteo il pubblicano, in casa di Zaccheo, di Marta e Maria; perdona la donna adultera, guarisce i lebbrosi, accoglie i gli stranieri. Ogni persona al di là della sua condizione sociale e religiosa, dal colore della pelle, dal sesso, è oggetto del suo sguardo misericordioso. Gesù realizza ciò che predica: ora l’evangelo è annunciato ai poveri, agli ultimi, a quanti non hanno voce per gridare la loro sofferenza.

 


Nessuno si aspettava, però, che nel bel mezzo del banchetto, una donna e per lo più una peccatrice (forse una prostituta del posto o una donna <<dalla vita dissoluta>>) facesse irruzione nella casa. Ciò che colpisce è che la donna compie un gesto coraggioso per quei tempi. Infatti, alle donne non era permesso di toccare un uomo in pubblico, ma la donna coraggiosa e ostinata punta al suo obiettivo e con umiltà si pone ai piedi di Gesù (letteralmente si rannicchiò ai piedi di Gesù). La donna piange e bagna con le sue lacrime i piedi di Gesù e  ad asciugarli con i suoi capelli. Si spinge anche oltre: gli bacia i piedi e li unge con olio (vv.37-38). Con i suoi gesti e le sue lacrime, la donna riconosce la miseria nella quale è precipitata. Ha mercificato il suo corpo, ha degradato se stessa, annullato la sua dignità di donna e condotto una vita che ora le appare impossibile. A Gesù chiede di essere perdonata e di essere riconciliata con Dio.


Più di tanti altri, la peccatrice comprende l’annuncio che Gesù fa del Regno di Dio e delle esigenze che l’accompagnano: riconoscere il proprio peccato e aprirsi alla misericordia di Dio per dare un senso nuovo alla propria esistenza perché dove il perdono di Dio è sperimentato e vissuto c’è per ogni uomo e donna un nuovo presente e un nuovo futuro.
Gesù non rimprovera la donna, non è imbarazzato dal suo comportamento, la lascia fare, non la respinge, l’ ha accoglie, a conferma che il suo sguardo di grazia si è posato sulla sua vita. Ora la donna è finalmente libera, libera dal senso di colpa che la schiacciava, talmente libera da poter riprendere il suo cammino con gioia e speranza.


Simone da buon fariseo non si smentisce. Come dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio! Simone e’ sorpreso, meravigliato, scandalizzato che Gesù si sia lasciato toccare da una donna e per di più una peccatrice.
Pensa che Gesù non possa essere un vero profeta poiché “Se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice” (v.39). Sono gli stessi pregiudizi delle persone che hanno paura del diverso, di coloro che non sanno aprirsi agli altri esprimendo solo parole di giudizio e di condanna, e forse sono anche i nostri stessi pregiudizi: Come può Dio accogliere una prostituta? Come può Dio fare misericordia ad un drogato, ad uno straniero, ad un peccatore.


Simone, a differenza di Gesù, guarda la donna con sospetto, la giudica e la ritiene non meritevole di nulla.
Ma Gesù che vede nel suo cuore, così come vede in ogni cuore, gli dice: Simone ho qualcosa da dirti:” Un creditore aveva due debitori. Uno dei due gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. Siccome i due non potevano saldare il debito, il creditore condona il debito a tutti e due. Chi lo amerà di più? Simone ha la risposta giusta: Ritengo sia colui al quale ha condonato di più” (v.43).
Gesù pone sullo stesso piano il fariseo e la donna, ambedue sono peccatori, ambedue sono creditori e bisognosi del suo perdono. Nessun uomo o donna è al riparo dal peccato perché siamo tutti mancanti davanti al Creatore. Ma la risposta dei due è stata diversa.
La donna si è posta con dolore ai piedi di Gesù per chiedergli misericordia, ricevendo così  un grande perdono per i suoi molti peccati e grande è stata la misura del suo amore per Gesù; invece Simone poco ama perché ha ricevuto poco perdono per non aver riconosciuto il suo peccato. Gesù, allora, invita il fariseo a scrutare la realtà con occhi diversi, con gli occhi della grazia, nuovi, rispetto allo sguardo schematico delle sue erronee convinzioni religiose.


E’ come se Gesù gli dicesse: Simone non guardare solo al peccato della donna, bensì anche al tuo e non recitare la parte del falso giusto.
Gesù guarda la donna e il fariseo e dice: “Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell’acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non mi hai versato l’olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama” (vv.44-46).
La donna ha manifestato a Gesù tutta la sua gratitudine, una gratitudine che nasce dal perdono ricevuto, da un cuore che sa ringraziare e amare oltre ogni misura.


Invece il disamore con cui il fariseo e i suoi amici hanno accolto Gesù è una dimostrazione che colpisce, di quanto poco sentano il perdono di Dio, anzi di Dio stesso, e quanto poco perdono essi ricevono. Simone si pone su un piano diverso rispetto alla donna: egli non ha saputo o voluto riconoscere il suo peccato di fariseo orgoglioso e quindi non può che esprime poco amore per Gesù. La donna, invece, ha manifesto tutto il suo amore per colui che l’ha perdonata, e a lei Gesù dice:“I tuoi peccati sono perdonati, la tua fede ti ha salvata; và in pace” (v.50).
La donna si è recata da Gesù affranta dal suo peccato e Gesù non le ha rifiutato il suo amore, mentre Simone ha recitato la parte del giusto ricevendo così poco perdono e non comprendendo che in Gesù non ci sono più dei giusti senza bisogno di perdono, così come non ci sono più dei peccatori senza possibilità di perdono. Dinanzi a Gesù ci sono soltanto peccatori perdonati.


Ecco il messaggio dell’evangelista Luca: quando ci avviciniamo a Gesù facciamolo con spirito di umiltà, riconoscendo e confessando il nostro peccato, qualunque esso sia, e la sua grazia non tarderà a sanare le nostre ferite E facciamolo come la donna del nostro racconto che posta con umiltà ai piedi di Gesù ha riconosciuto i suoi fallimenti e le sue miserie ricevendo da Gesù un grande perdono che le permette nel tempo nuovo della salvezza messianica di vivere una nuova vita, una vita dignitosa e libera nella gioia del dono ricevuto e nell’amore per essere stata accolta tra le braccia di Dio. “La parola finale di Gesù: <<Va’ in pace, aggiunge una considerevole dose di pathos all’accaduto. Dove deve andare, quando le viene detto da Cristo: <<Va’ in pace>>? Il costo del nuovo stile di vita della donna nella città sarebbe stato la rimozione da quelle stesse istituzioni che fornivano le risorse per il suo reinserimento sociale. L’unico posto dove la donna è ben accolta è la strada, fra persone come lei. Quello di cui la donna ha bisogno è una comunità di peccatori perdonati che perdonano. L’episodio lancia un grido di aiuto a una chiesa, non a una qualunque, ma a quella che dice: <<Sei la benvenuta fra noi>>” (F.B.Craddock).




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