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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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“Chiudete pure gli occhi… diventerete ciechi!”

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Roma, 10 agosto 2009 - Nel libro del profeta Isaia c'è uno dei testi più inquietanti che descrivono il degrado politico, spirituale ed etico di un popolo e della sua classe dirigente.

Le situazioni storiche sono lontane dalla nostra, le istituzioni che reggevano le sorti dei popoli erano diversamente regolate e naturalmente i richiami profetici rispondevano ad altre coordinate culturali, eppure stupisce l’attualità di tali richiami e delle descrizioni dell’ottundimento della mente e dello spirito diffuso nella società a tutti i livelli.I capitoli del libro di Isaia cui mi riferisco sono il 28 e il 29 e il testo specifico è nel capitolo 29, v. 9-24.“Chiudete pure gli occhi… diventerete ciechi!”

Nella società italiana è quello che sta accadendo, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana; a furia di guardare altrove, di distogliere lo sguardo dal degrado che ci circonda la  vista si annebbia, i riflessi si rallentano, la direzione di marcia diviene incerta, il passo inciampa. Siamo vicini alla paralisi morale.

Gli italiani diventano ciechi, non vedono più niente perché per mesi ed anni si sono assuefatti alla realtà tenendo gli occhi chiusi o rivolti altrove perché dicevano: “Non mi riguarda!”.

Ciechi e sordi.

Arrivano attenuati i severissimi richiami dell’Europa che chiede spiegazioni su leggi e ordinanze di chiaro stampo razzista. Sporadici ed isolati i moti di indignazione verso chi ci governa mentre dall’estero ci ricordano che non ha legittimità morale chi mente spudoratamente al suo popolo e smentisce ogni giorno quanto detto solo il giorno prima.

Secondo le parole di Isaia il giudizio di Dio sta nell’aver abbandonato il popolo al torpore  e alla cecità in cui è scivolato. Lo spirito di confusione, la reazione rallentata e la connivenza si sposano spesso con una religione di facciata, fatta di vuoti rituali e di un ateismo pratico ammantato di parole di circostanza. “Questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra mentre il suo cuore è lontano da me” (v. 13).  Mentre ogni gruppo, ogni potentato, ogni individuo continua a tutelare i propri interessi e a difendere come può i propri privilegi.

Il nostro paese è precipitato nella cecità, e come nel libro di Saramago, l’epidemia appare fuori controllo.

A causa di questo tipo di cecità che parte sempre dal non voler vedere si perpetrano mille soprusi a spese dei più deboli come ancora qualche giornale osa riportare.

Chi agisce nelle tenebre, chi approfitta della cecità, della fine della saggezza e del senso di umanità pensa che neppure Dio veda la sua opera. “Essi dicono: Chi ci vede? Chi ci conosce?” (v.15). Ma non è così.

Anche se il popolo barcolla, il capo è cieca guida di sudditi ciechi , Dio è Dio e non uomo. Egli non perde la vista e la sua Parola continua ad indicarci la via ed esprime la sua visione delle cose e del futuro.

E c’è speranza.

Perché ci sarà un giorno in cui

“I sordi udranno,liberati dall’oscurità e dalle tenebre gli occhi dei ciechi vedranno, gli umili avranno abbondanza di gioia, e i più poveri fra gli uomini esulteranno”

(vv. 18-19)

Verso quella visione vogliamo incamminarci alla luce di Dio e della sua Parola.

Per questo diciamo:

Dio vede anche al buio e dichiara in anticipo la fine del violento (v. 20) e lo svelamento di tutto ciò che è nascosto.

Afferma la dignità dell’orfano e della vedova, dello straniero e di chi è senza rifugio.

La sua parola grida che clandestino è soltanto chi cerca di nascondere i suoi loschi affari e che nessun uomo e nessuna donna che abita la terra con onestà e decoro può considerarsi clandestino ed essere braccato come un animale.

Dio vede chi tende tranelli, chi compra i giudici e distorce la giustizia, chi usa bilance false e porta una maschera di rispettabilità.

Dio è il difensore di chi è piccolo e di chi piccolo si fa.

Perché il Dio di Gesù Cristo si fece servo ma mai servile e difese gli umili dall’arroganza dei potenti.

Vogliamo gridare al mondo che il razzismo non ha nulla di cristiano e chi ne sostiene l’ideologia è fuori dall’Evangelo anche se difende il crocifisso nelle aule scolastiche.

Vogliamo difendere la libertà di chi dice la verità sui mezzi di informazione.

E vogliamo difendere la vita di chi oggi vive e soffre la fame e la sete, e rispettare le donne e le bambine violate e comprate nelle case e nelle strade da uomini violenti di mezzo mondo, anche quelle che con sofferenza scelgono di interrompere una gravidanza imposta con la forza.

Aspettiamo il tempo della piena luce, del compimento della visione profetica, aspettiamo e lavoriamo perché gli occhi si aprano e noi, come popolo, non abbiamo più a vergognarci di essere cittadini di questo paese perché

“i traviati di spirito impareranno la saggezza,e i mormoratori accetteranno l’istruzione”. (vv. 23-24)