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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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SERMONE SU 1 Corinzi

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CHIESA EVANGELICA BATTISTA DI GROSSETO
SERMONE SU 1Cor 12-14 (pred. Luca Zacchi)
 
Celebriamo oggi, fratelli e sorelle, il memoriale della Pentecoste. Il memoriale del dono
dello Spirito che il Signore fa ai credenti riuniti in assemblea. Lo fece allora, all’assemblea
dei credenti riunita tutta in uno stesso luogo, secondo il racconto del secondo capitolo del
libro degli Atti; continua a farlo ora, nelle numerose assemblee che compongono la sua
chiesa, mantenendo la promessa che fece prima della sua Passione: Il Consolatore, lo Spirito
Santo che il Padre mandera? nel mio nome, vi insegnera? ogni cosa e vi ricordera? tutto quello
che vi ho detto (Giovanni 14,26).Insegnera? e ricordera?, dice la promessa. Insegnare e
ricordare e? la funzione dello Spirito.  
Cosi? oggi noi ricordiamo, facciamo memoria del dono dello Spirito ed ascoltiamo
l’insegnamento di Paolo sugli effetti di questo dono dello Spirito sulla comunita? cristiana,
che si compone dell’apparire e del conseguente compito di discernere i carismi.
 
Paolo dedica a questo tema ben tre capitoli (12,13 e 14) della sua prima lettera ai
Corinti. Il suo primo insegnamento, non certo per caso, e? un invito a ricordare (12,1: Circa
i doni spirituali non voglio che siate disinformati) . A ricordare che i doni, i ministeri, le
operazioni possibili per effetto dello Spirito sono tanti e vari, ma che lo Spirito e? Uno,
perche? il Signore e? Uno e uno e? Dio che opera tutto in tutti (12,6). Uno soltanto e? anche il
criterio per discernere relativamente ai carismi, e questo criterio e? l’utilita? comune.
I doni dello Spirito, i carismi infatti sono tanti, non sempre sono facilmente riconoscibili,
non sempre sono cosi? distinti uno dall’altro, non sempre sono governabili in modo semplice
(12,8-10). Lo Spirito soffia dove vuole, e tu non sai da dove viene, ne? dove va, dice Gesu? a
Nicodemo, nel terzo capitolo del vangelo di Giovanni (3,8). Lo Spirito e? come un soffio di
vento impetuoso, un fuoco ardente che si divide in tante fiamme, e non e? scontato che una
comunita? cristiana ci si sappia rapportare facilmente...
Percio? c’e? questo criterio dell’utilita? comune. Un primo modo per vedere se un carisma
viene dallo Spirito e? vedere come agisce chi lo ha o chi ritiene di averlo. Se lo asserve a se?
stesso, alla propria glorificazione, o semplicemente al proprio ‘farsi bello’, questo e? gia? un
possibile indizio che dice che forse, no, questo carisma non compie le opere dello Spirito.
 
Se invece lo mette con umilta? di fronte alla comunita?, lo adopera per far crescere
quest’ultima, crescendo assieme ad essa, lo usa, per l’appunto, per l’utilita? comune, allora
quel carisma merita di essere riconosciuto dalla comunita?, conservato, se necessario anche
tutelato.
 
Cosi? nella seconda parte del capitolo 12, Paolo avvia il paragone con le membra del
corpo umano; con l’ovvia considerazione della necessita? di una crescita armoniosa delle
membra. Dio ha formato il corpo... perche? non ci fosse divisione nel corpo ma le membra
avessero la medesima cura le une per le altre (12,24b)... L’occhio non puo? dire alla mano:
non ho bisogno di te, ne? il capo puo? dire ai piedi: non ho bisogno di voi (12,21). Se infatti,
nel corpo, una parte cresce eccessivamente rispetto al resto, questo e? di solito sintomo di una
patologia, di un male, anziche? indice di una crescita nella giusta direzione. Lo stesso e? nelle
comunita? cristiane. Sappiamo bene le difficolta? che hanno quelle comunita? appiattite solo su
questo o sul quel particolare carisma, o su questa o quella singola persona, fosse anche una
luminosa figura pastorale. Venuti meno quelli, spesso si spengono, appassiscono nella fede.
Mentre sappiamo come fioriscono quelle comunita? dove si sanno valorizzare i doni di
ciascuno, senza che nessuno prevalga sull’altro o prevarichi l’altro, dove i carismi vengono
prima riconosciuti, poi accolti, quindi condivisi, fino a divenire patrimonio della comunita?
nel suo insieme.
 
Non e? un male, prosegue l’insegnamento di Paolo, desiderare il carisma riconosciuto in
un altro fratello, in un'altra sorella... Anzi, egli ci dice di aspirare ai carismi piu? grandi...
Desiderate ardentemente i doni maggiori (12,31a)... magari tutti profetassero...
Ma ci ammonisce che occorre farlo nel modo giusto, occorre farlo ricordandosi che e? vero
che non esiste una vera e propria gerarchia dei carismi. Uno serve l’altro, uno completa
l’altro. Difatti: se in una comunita? c’e? il carisma del parlare in lingue, ma non c’e? nessuno
che interpreta, a che servira? mai il primo? Se in una comunita? c’e? il carisma della
predicazione, ma non c’e? il carisma dell’ascolto, dove finiranno quelle parole se non
disperse nell’aria?
Un carisma e? una parte del dono dello Spirito. Ma quando la perfezione sara? venuta,
quello che e? solo in parte sara? abolito (13,10).
Pero? c’e? un carisma, un qualcosa che e? piu? grande di tutti, e questo carisma e? la carita?, e?
l’amore.
 
L’amore e? la via migliore di tutte. L’amore e? la via per eccellenza (12,31b). L’amore e?
l’unico carisma che rimane alla fine. L’amore non verra? mai meno (13,8a).
Perche? tutti i carismi sono destinati a scomparire nel tempo definitivo, quando Cristo sara?
tutto in tutti. L’amore invece non morira? mai. E allora, fratelli e sorelle, parafrasando le
parole che Gesu? disse del Battista, potremmo dire che ben piu? di un carisma c’e? qui! Chi e?
infatti la via per eccellenza se non il Signore Gesu?, se non colui che e? anche verita? e vita?
Chi e? che rimane, l’unico che rimane, solo, a prendere su di se? il peccato del mondo, quando
tutti gli altri scappano, spariscono, lo lasciano solo? Chi e? che non muore piu?, se non colui
che e? risorto dai morti, e? asceso al cielo, e siede alla destra del Padre?
 
Allora, se il criterio per riconoscere la verita? di un carisma e? l’utilita? comune, il criterio per
riconoscere la verita? del desiderio di un carisma e? l’utilita? o meno di questo al credente, nel
suo cammino personale di progressiva e completa conformazione al Cristo. Cercate prima di
tutto il Cristo! Aspirate a somigliare al Cristo!
Cosi? possiamo leggere le parole di Paolo: Desiderate ardentemente l’amore (14,1) e? lo
stesso che dire “desiderate ardentemente Cristo”, perche? questo e solo questo e? quello
che piu? di ogni altra cosa deve desiderare il credente, perche? ora noi siamo il corpo di Cristo
e membra di esso, ciascuno per parte sua (12,27)  e su questo saremo giudicati, saremo
giudicato sull’amore, e su nient’altro.
 
Infine, sorelle e fratelli, possiamo e dobbiamo riflettere anzitutto su noi stessi e sul nostro
impegno nei riguardi dello Spirito e dei suoi doni,, come singoli e come comunita? cristiana.
Come singoli anzitutto. Conosciamo il nostro carisma? Se no: dov’e? la mia fede ello Spirito?
Quando ascolto la Parola forse la ascolto solo con le orecchie? Se si, lo coltiviamo, che
ruolo gioca nel nostro impegno in questa comunita? cristiana di cui facciamo parte? E’ un
fattore di crescita? E di seguito: sono capace di condividere il mio carisma, di renderne
partecipe gli altri? O resta sempre e soprattutto una cosa mia, che, parafrasando Filippesi 2,
conservo come un per tesoro geloso...
Come comunita?: siamo capaci di riconoscere i carismi del fratelli e delle sorelle di fede?
Siamo capaci di valorizzarli? Sappiamo farli fruttificare, per edificare non solo questa
comunita? cristiana, ma la comunita? umana, cittadina di cui facciamo parte? Pensiamo, di
nuovo, al carisma della Parola di Dio... Sappiamo annunciarla in giro per le nostre strade, o
lo lasciamo confinato tra queste quattro mura? Oppure pensiamo al carisma, faticosissimo
da vivere, ma che fa parte del patrimonio di questa comunita?, dello sforzarsi di essere
operatori di pace, per la pace.
Sappiamo essere lievito nelle istituzioni cittadine, nella scuola, nei luoghi di lavoro e di
aggregazione sociale, nella politica? Siamo stimolo, pungolo da un lato e
contemporaneamente fattori di unione, costruttori di comunione?
 
Sono domande grandi, ma perche? grande e? il dono dello Spirito; grande e? la grazia che
abbiamo ricevuto, grandi e numerosi i carismi di cui siamo portatori... Portatori, appunto. Si
porta qualcosa per donarla ad un altro, per comunicarla ad un altro, per condividerla con un
altro.
Preghiamo il Signore, perche? accresca la nostra fede nel suo dono. A suo tempo ce ne sara?
chiesto conto. Facciamo si? che la nostra risposta non sia soltanto una giustificazione ma sia
soprattutto una parola di lode. E cosi? sia.