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Camminare fra le tenebre

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Il Sermone della settimana

"...io camminavo fra le tenebre...;  ti cercavo fuori di me e non ti trovavo, perche? tu sei il Dio del mio cuore " (VI, 1, I).  Questo e? cio? che dice Agostino nelle sue Confessioni.     

Questo e? cio? che ciascuno di noi deve dire: "Io cammino fra le tenebre e non ti trovo se ti cerco fuori di me,  perche? tu sei il Dio del mio cuore".

Nicodemo e? l'uomo della notte, l'uomo che
cammina fra le tenebre. E' alla ricerca di Dio, alla ricerca della sua propria salvezza.  "Cosa
debbo fare per essere salvato?", questa e? la domanda che lo assilla. "Maestro buono, che cosa devo
fare per ottenere la vita eterna?",  in questo modo il giovane ricco si rivolse a Gesu?.  Anche lui,
uomo della notte, era disperatamente alla ricerca della sua propria salvezza.
L'uomo della notte, in cammino fra le tenebre, cerca fuori di se Dio e non lo trova.
 
Ma perche? non lo trova?  Per quale motivo non riesce a trovare la sua propria salvezza?   Perche?
noi, uomini e donne della notte, benche? siamo alla ricerca appassionata di Dio, perche? non
riusciamo a trovarlo?  Beh, la risposta e? molto semplice: perche? Dio non si fa trovare nella notte.
Dio non si fa trovare, punto e basta!   E' Dio che ci trova, anche nella notte.  E non ci trova fuori di
noi,  ma nel cuore.  Anche se il cuore e? sprofondato in una notte piu? profonda che mai,  Dio ci trova.
L'uomo della notte cerca Dio di notte perche? vuole delle garanzie.  Non vuole essere visto.  Non
vuole esporsi.  Vuole uno scudo protettivo.
Una fede protetta, sicura.  L'uomo della notte sceglie le ombre delle tenebre per cercare Dio.   
Siamo desiderosi di trovare Dio, vogliamo sapere come salvarci, ma non vogliamo correre nessun
rischio, non vogliamo mettere in gioco niente.   Vogliamo una fede col paracadute,
con la rete.   Non siamo degli arrampicatori liberi, che sfruttano soltanto gli appigli naturali offerti
dalla montagna senza l'aiuto di mezzi artificiali.  Noi siamo degli arrampicatori artificiali,
ricorriamo a chiodi, staffe, moschettoni, corde.  Siamo scalatori assicurati.  Ci muoviamo di notte,
perche? di notte possiamo nasconderci, tirarci indietro;  perche? di notte possiamo mascherare le
nostre ansie, le paure.  
 
L'uomo della notte vuole sapere cosa deve fare per essere salvato.  Ma non ha ancora capito che non
ha niente da fare.  Che deve lasciar fare a Dio.  Vuole sapere cosa deve fare perche? e? abituato nella
vita quotidiana a farsi da solo, e sa ragionare solo in termini di fare.
L'uomo della notte e? un buon tecnico, che sa fare le sue previsioni, i suoi bilanci, le sue
programmazioni; ma non sa ancora arrendersi al Signore che vuole il suo cuore.
L'uomo della notte, senza Dio, non puo? che produrre la notte dell'uomo. Stiamo chiudendo questo
secolo, questo millennio, in bellezza.  Tra le guerre e il terrorismo.  Dopo il 1989, dopo la caduta
del muro di Berlino, abbiamo tutti pensato che una nuova aurora per l'umanita? era
spuntata.   Pensavamo di essere in grado di affrontare i problemi dell'umanita? senza piu? la logica
della guerra.  Pensavamo che il terrorismo si potesse ricordare come un terribile incubo della nostra
Repubblica.  E invece eccoci qua, l'aurora e? stato un lampo di luce momentaneo.  Siamo sprofondati
nella notte.  Si?, perche? l'uomo della notte non puo? che produrre la notte dell'uomo, se non si arrende
a Dio. Giovanni ci dice: "La luce e? venuta nel mondo".  La vera luce che illumina ogni uomo e?
venuta nel mondo.   Nicodemo, di notte, e? andato da Gesu?, e si e? trovato davanti alla luce,  davanti a
Gesu? il Cristo. L'uomo della notte e? stato trafitto dalla luce di Dio, proprio nel luogo in cui si
sentiva piu? sicuro, piu? protetto.  
 
La luce di Dio penetra nella notte dell'uomo, nel cuore dell'uomo, li? dove le tenebre sono piu? fitte.   
La luce di Dio entra nella mia vita, nella nostra vita.  Li? dove pensavo che il mio egoismo, la mia
furbizia, la mia indifferenza, i miei interessi, il mio silenzio, la mia notte potessero essere al sicuro,
li?, proprio li?, la luce di Dio, che ha tanto amato il mondo, e che ha dato il suo unigenito Figlio; li?,
proprio li?, la luce dell'amore di Dio ha scardinato la mia superbia, ha piegato il mio orgoglio e mi ha
vinto.
 
L'uomo della notte e? stato sconfitto dalla luce di Dio.  Ma la luce di Dio per sconfiggere la notte
dell'uomo e? diventata essa stessa notte.  La luce di Dio e? diventata la notte di  Dio sulla croce del
Cristo per donare all'uomo la luce eterna.  La notte di Dio e? la luce dell'uomo. Gli altri evangeli, con
l'esclusione di Giovanni, ci dicono che nel momento in cui Cristo muore sulla croce, si fecero
tenebre su tutto il paese e il sole si oscuro? (Luca 23:44-45).  La croce di Cristo e? la notte di Dio.  La
croce di Cristo e? la luce dell'uomo.  Nicodemo stacco? il chiodo dalla mano di Gesu?.   Meta? del
corpo cadde in avanti.   Gesu? era magro, tumefatto, ma pesante come piombo.  Nicodemo stacco?
anche l'altra mano.  Intanto Giuseppe d'Arimatea aveva staccato i piedi.  Il corpo era libero dalla
croce, anche se ne portava indelebile i segni.  Strisciarono il corpo sull'erba.  Nicodemo comincio? a
profumarlo con i suoi oli e a fasciarlo.  Gesu? il Cristo e? stato crocifisso, Gesu? e? morto.  
 
Ma cosa ci fa Nicodemo li??  Dove ha trovato il coraggio, l'uomo della notte, di onorare il corpo di
Gesu?, in pieno giorno?   Cosa e? successo a Nicodemo che alla croce di Gesu? viene allo scoperto,
viene alla luce?  Dove ha trovato tanta determinazione, l'uomo dalle mille domande, l'uomo
che non vuole e non riesce a capire?  Perche? Nicodemo, il discepolo in lontananza, ora diventa
discepolo che si fa avanti, piu? avanti degli stessi intimi discepoli di Gesu??  Cosa e? successo in
Nicodemo?  "...io camminavo fra le tenebre...;  ti cercavo fuori di me e non ti trovavo, perche? tu sei
il Dio del mio cuore ".  Ecco cosa e? successo a Nicodemo.   Il Dio del suo cuore ha cambiato
radicalmente la sua vita. Nicodemo non vive piu? secondo la carne, cioe? sulla base dei suoi sforzi.  
Nicodemo vive secondo lo Spirito,  cioe? ha messo la sua vita nelle mani di Dio.  Nicodemo e? nato di
nuovo, e? nelle mani dello Spirito di Dio.  Nicodemo e? nato dall'alto, come dice la parola greca, cioe?
la sua vita non appartiene piu? al regno inferiore della morte, ma al regno superiore della vita, al
regno di Dio.  Nicodemo vive nello Spirito. Vivere nello Spirito puo? apparire un'espressione
enigmatica.  Ma non lo e?.  
 
Vivere nello Spirito vuol dire venire alla luce.   Non essere piu? uomo della notte e quindi destinato
al potere delle tenebre.   Vivere nello Spirito vuol dire aver fatto il salto della fede, o forse sarebbe
piu? opportuno per noi battisti dire: il tuffo della fede.  Cioe? aver deciso di vivere non piu? nell'oscura
notte delle garanzie, delle sicurezze, dell'indecisione.   Ma secondo le regole dello Spirito: "Il vento
soffia dove vuole, dice Giovanni, e tu ne senti il rumore, ma non sai ne? da dove viene ne? dove va;
cosi? e? di chiunque e? nato dallo Spirito".  Cosi? e? la vita di chi e? nato dallo Spirito.  Non sa da dove
viene la sua fede, ne? dove va, ma sente fortemente il rumore della sua presenza nel suo cuore.  Chi
vive nello Spirito non vive piu? con la certezza anagrafica della sua origine, ne? della certezza del suo
bel posto agli Allori, ma vive nella liberta? dello Spirito, che non si sa da dove viene ne? dove va, ma
tu ne senti il rumore.
 
Vivere nello Spirito e? vivere il meraviglioso pellegrinaggio della fede.  Una fede attiva, dinamica,
che vuole crescere.  Vuole nascere e vuole crescere.  Crescere nella fede e? vivere nello Spirito.   
Crescere e? un'esperienza quotidianamente miracolosa.  Basta vedere un bambino crescere per
rimanere  con la bocca aperta.  Crescere e? un continuo scoprire con stupore il meraviglioso mistero
della vita.  Crescere nella fede e? scoprire ogni giorno con stupore il meraviglioso mistero di Dio.
"...io camminavo fra le tenebre...;  ti cercavo fuori di me e non ti trovavo, perche? tu sei il Dio del
mio cuore ".  Oggi, nel potere del suo Spirito, Dio vuole abitare nei nostri cuori.  Vuole portare luce
nel luogo piu? buio della nostra vita.  Vuole accendere la luce del suo amore, quell'amore che ha
dato, e che vuole continuare a dare ad un cuore che deve imparare a ricevere.  Oggi, nel potere del
suo Spirito, Dio vuole salvarci.  Non chiediamoci cosa dobbiamo fare,  Lasciamo a Dio l'iniziativa,
noi diciamo sommessamente: "Si?, Signore, vieni nella mia vita e salvami dalla notte".  Amen
Raffele Volpe

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