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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Credere veramente

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Giovanni 16:25-33
Chissà quante volte usiamo la frase: Non vedo l'ora .... Non vedo l'ora che arrivi la primavera e che finisca questo freddo. Non vedo l'ora di fare l'esame di Statistica, e chi studia Scienze Politiche ne sa qualcosa. Non vedo l'ora di fare l'analisi del sangue per sapere che sto bene. Non vedo l'ora ..., la nostra esistenza è popolata di questi appuntamenti che, molte volte, sono motivo di gioia; più spesso, motivo d'ansia. Non vedo l'ora... Ma c'è un appuntamento più importante di tutti i nostri impegni; un'ora più rilevante di tutte le nostre ore, di tutte le occasioni e le circostanze che fanno andare avanti, bene o male, la nostra vita. C'è un'ora che vale più di ogni cosa! E' l'ora della domanda. Ma non siamo noi a domandare, è Cristo che domanda. L'ora della domanda è l'ora in cui Cristo si rivolge a ciascuno di noi,
individualmente, e ci chiede: «Credi veramente?». Nel Vangelo di Giovanni Gesù interrompe i suoi discepoli che stanno facendo una bella confessione di fede, che stanno dicendo: «Abbiamo capito tutto». Gesù interrompe i suoi discepoli e si rivolge a loro con la domanda: «Credete veramente?». Gesù non è convinto dalle belle parole dei suoi discepoli, Gesù non si lascia impressionare dall'eloquente abilità del cristiano, Gesù mette in dubbio la nostra fede!
Cerco di immaginare il silenzio di tomba che piombò tra i discepoli. Non ebbero la forza neppure di replicare. Restarono muti, senza la certezza rassicurante della loro fede; restarono muti, appesi al filo dell'unica speranza, che Gesù offrisse a loro la risposta a quella domanda. E la risposta arrivò. Gesù disse: «Fatevi animo, io ho vinto il mondo». Fratelli e sorelle, questa e? l'ora della domanda; l'ora in cui Cristo chiede a ciascuno di noi: Credi veramente? Oppure credi semplicemente di credere? Credi veramente? O credi che sia sufficiente dire: Io credo? Kierkegaard, l'uomo che mise alla prova la fede dei cristiani del suo tempo, in un suo scritto fa
una supposizione: Lutero e? risorto dalla tomba e rivolgendosi a lui, gli domanda: «Sei credente, hai la fede?». Kierkegaard risponde: «Si?, sono un credente». MaLutero incalza: «Non mi sono mai accorto di nulla, eppure ho osservato attentamente la tua vita e tu sai che la fede è una cosa inquieta. Come ti ha inquietato la fede che dici di avere, come hai testimoniato per la verità contro la falsità, quali sacrifici hai sopportato, quale persecuzione hai sofferto e a casa nella vita
familiare, quando mai si sono notate la tua abnegazione e la tua rinunzia?». Fratelli e sorelle, la fede è una cosa inquieta ed è più bruciante della febbre. Credi veramente? Questa è una domanda che non possiamo sfuggire. Anche se siamo sempre capaci di trovare una scappatoia, Cristo non ci molla; ci insegue, ci supera, ci ferma e ci chiede: Credi veramente? Questa è l'ora della domanda! Nel Vangelo di Giovanni, dopo l'ora della domanda segue l'ora della dispersione. Gesù dice ai
suoi: «Ecco, l'ora viene che sarete dispersi». Dopo l'arresto di Gesu? i discepoli fuggono via, ciascuno per conto suo. Hanno abbandonato Gesu?; lo lasciano morire da solo sulla croce. Ma in realtà essi hanno abbandonato se stessi. Abbandonando Gesù, abbandonano se stessi. L'ora della dispersione è l'ora della solitudine. I discepoli sono lasciati da soli. C' è un momento nella fede di ciascuno di noi, in cui siamo lasciati da soli. Il tempo della passione di Gesù, del suo arresto e della sua crocifissione, è anche il tempo in cui siamo lasciati da soli. Ma è una solitudine salutare, non solo perche? sulla croce Cristo ci salva, ma anche perche? in quella solitudine la nostra fede è messa alla prova. L'ora della dispersione è l'ora in cui la fede è messa alla prova. La fede dei discepoli è investigata; la nostra fede è scandagliata. Una fede che non vuole essere analizzata, non potrà mai superare le difficoltà della vita. L'ora della dispersione è l'ora in cui siamo chiamati ad essere adulti, Gesù ci ha lasciati e lo Spirito Santo non ha ancora preso il suo posto. Siamo veramente soli e per fortuna quest'ora della prova dura veramente poco. Sembra essere un'eternità, ma è soltanto un'ora. Un'ora che dobbiamo tutti attraversare se vogliamo provare la nostra fede. Dopo l'ora della domanda: Credi veramentè, segue l'ora della dispersione, l'ora della prova. Ma dopo l'ora della prova viene l'ora della grazia, l'ora della chiarezza. Gesù dice ai suoi discepoli: «L'ora viene in cui non vi parlero? più in modo enigmatico, ma apertamente vi farò conoscere il Padre». Essere un discepolo di Gesu? non era cosa facile. Il Gesu? che Giovanni ci fa conoscere è enigmatico. Quante frasi si leggono in questo Vangelo che sono assolutamente incomprensibili. Un esempio si trova proprio nel capitolo sedici che abbiamo letto stamattina. Qui Gesù? dice ai discepoli: «Fra poco non mi vedrete più; e fra un altro poco, mi vedrete». I discepoli non riescono a capirlo, ma Gesu? fa ben poco per aiutarli. Quindi non dobbiamo provare nessuna invidia per coloro che hanno vissuto con lui, non deve essere stato facile. Ma Gesu? promette l'ora della
chiarezza, e noi viviamo in quest'ora. Noi siamo piu? fortunati dei discepoli di Gesu?. Noi viviamo nell'ora della chiarezza, nell'ora della grazia.
L' ora della grazia e? il tempo in cui Dio e? vicino! Cosi? vicino che possiamo rivolgerci a Lui direttamente. Cosi? vicino che Dio Padre diventa Dio amico. Dice Gesù?: «Il Padre stesso vi ama», e la parola greca indica l'amore dell'amico. Dio stesso vi ama come si amano degli amici. L'ora della grazia e? l'ora in cui possiamo contare su di un amico che ci e? vicino, un amico speciale: Dio stesso. L'ora della grazia, della fiducia nella vicinanza di Dio in Cristo, e? il tempo della chiarezza.
La chiarezza di Dio verso di noi. Una chiarezza che chiede chiarezza. Una vicinanza che chiede vicinanza. Un amore che chiede amore. Una fedeltà? che chiede fedeltà?. L'ora della grazia, l'ora della chiarezza ci riporta alla domanda di Cristo: «Credi veramente?». Noi stamattina vogliamo
rispondere di si?; noi crediamo veramente perche? Dio il Padre e? un amico che ci ama. Vogliamo rispondere di sì?; noi crediamo veramente e siamo pronti a dimostrarlo con la nostra vita.
Amen
Raffaele Volpe


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