I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Biblicamente La vera epifania

La vera epifania

E-mail Stampa PDF
Care sorelle e cari fratelli, in questa prima domenica del nuovo anno, le chiese cristiane ricordano
l'evento del battesimo che Gesu? riceve da Giovanni Battista. L'ultimo atto di un ciclo di letture,
quello natalizio, che parte con il racconto della nascita di Gesu?, prosegue con l'epifania,
l'adorazione dei magi, e termina per l'appunto con il racconto del battesimo che segna l'inizio del
ministero di Gesu? tra gli uomini nella sua cosiddetta vita pubblica. Nella tradizione delle chiese
cristiane orientali, ortodosse come cattoliche, i primi due eventi che riguardano l'infanzia di Gesu?
sono invece raggruppati in uno solo, l'Epifania. Nella giornata del 6 gennaio vengono letti sia il
brano della nascita di Gesu? e della visita dei pastori di Luca, sia il brano della visita dei Magi, di
Matteo. In effetti la prospettiva mi pare piu? corretta; la parola Epifania significa manifestazione
ed in tutte e due i casi si tratta della manifestazione di Gesu? all'umanita?, rappresentata ora dai
pastori e dalla gente semplice di cui parla Luca, ed ora dai magi, dai sapienti di cui parla Matteo.
Mi chiedevo allora, riflettendo sulla prassi liturgica, e rileggendo questi brani: perche? noi
riserviamo solitamente la parola Epifania al solo evento della visita dei magi? E' senza dubbio una
epifania anche quella dei pastori. Anzi, dal punto di vista del Vangelo, come lo conosciamo da
dopo il battesimo di Gesu?, dalle modalita? del suo ministero, forse e? piu? epifania l'apparizione ai
pastori. Certo, questi non erano sapienti, ne? benestanti, ne? in rapporti con i potenti del tempo
tipo Erode; ed i loro doni non saranno stati certo belli, profumati e luccicanti come l'oro, l'incenso
e la mirra del magi. Avranno portato, che so, latte, formaggio, carne alla famiglia di Nazareth,
che forse pero?, viste le condizioni in cui si trovava, li avra? graditi piu? di quei grandi doni;
significativi, certo, del riconoscimento della dignita? del bambino Gesu? come Messia, ma assai
poco utili sul momento. Magari Maria e Giuseppe se li saranno rivenduti poco dopo, per pagarsi
quanto occorreva loro per fuggire in Egitto senza rischi...
Allora mi e? venuto da pensare... Non sara? che riserviamo il termine Epifania ai magi, in
Occidente, perche? questo e? un luogo dove il rapporto della chiesa con il potere temporale e?
sempre stato importante (pensate al rapporto dei pontefici con i re, ma anche a quello di Lutero
con i principi della nazione tedesca) e perche? restiamo spesso prigionieri delle logiche umane per
cui i potenti ed i sapienti, anche se il Vangelo ci dice di fare il contrario, li mettiamo sempre e
comunque ai primi posti? Nelle panche e nella considerazione, anche nelle nostre chiese. Mentre,
e non ce lo ricordiamo mai abbastanza, le logiche dell'Eterno sono diverse; le logiche dell'Eterno
privilegiano il povero, il debole, il pastore di turno. Amico, vieni piu? avanti gli dicono. Il
messaggio del regno e? rivolto principalmente, sono parole del Vangelo, non mie, alle pecore
perdute, a quelle smarrite, a quelle che nessuno considera; ed al banchetto del Regno siamo
chiamati ad invitare poveri, storpi, zoppi e ciechi, ed in genere chi non ha da ricambiarci. Perche?
Dio e? colui che si vanta di sollevarci, di innalzarci nonostante, anzi, attraverso la nostra
debolezza.
Allora e? in questa luce che oggi vogliamo leggere l'evento del battesimo di Gesu?, in chiave
epifanica, ossia come un modo in cui l'Eterno si vuol far vedere e ci vuol far vedere come agisce e
come dobbiamo agire noi. Il fatto che Gesu? riceva il battesimo, che lo riceva come un uomo
qualunque, mettendosi in fila, che lo riceva da quello da cui lo ricevono tutti, il Battista, che si
schernisca di fronte alle sue parole che vogliono (il modo tutto umano di agire di cui dicevamo
prima) riconoscergli un privilegio sta ad indicare che l'Eterno entra nella storia come uomo e
vuole entrarci per intero, senza 'sconti' e senza facilitazioni di sorta. La scelta dell'Eterno di farsi
uomo e? una scelta completa. La scelta del Figlio per il progetto del Padre e? completa e senza
ritorno.
logo
Cosi? Gesu? assistito dal Battista si immerge nel Giordano. Sapete che il verbo greco baptizo sta
appunto ad indicare un'immersione. Gesu? si immerge completamente nella vita umana, prende
tutto su di se?, compreso il peccato umano, per riemergere poco dopo e far capire all'uomo che
puo? salvarsi, perche? c'e? una offerta di grazia dell'Eterno ed e? una fferta di grazia universale.
Nessuno, badate bene fratelli e sorelle, e? escluso da questa offerta di grazia, Poveri e ricchi, stolti
e sapienti, magi o pastori (percio? forse le visite a Gesu? bambino furono due, prima i pastori e poi
i magi).
Ma c'e? un impegno preciso da prendersi, e questo impegno e? tanto piu? facile da prendersi quanto
meno si e? appesantiti dalle ricchezze e dai privilegi di questo mondo. La fede dei semplici, lo si sa
bene, in tutte le tradizioni religiose, non solo le nostre, e? la prima che arriva all'obiettivo... I
teologi, i ricchi, i potenti, assai piu? spesso si perdono... ricordate: se ne ando? via triste, perche?
aveva molti beni... e? piu? facile che una gomena passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel
regno. Dopo la ricezione del Battesimo da parte di Gesu?, c'e? un altro epifania, un altro mostrarsi.
E'quella del Padre, che si mostra attraverso la voce. Si mostra compiaciuto, di quel Figlio
prediletto, tanto amato, perche? quello ha accolto il suo progetto di salvezza per l'umanita?. Se
anche noi vogliamo che quel Dio che chiamiamo Padre, sia compiaciuto di noi, siamo chiamati a
fare altrettanto. Siamo chiamati a fare memoria del battesimo che abbiamo ricevuto; fare
memoria nel senso biblico della parola memoria che non e? un semplice ricordo ma e? un ricordo
che si tramuta in azione, in agire. Perche? come Dio puo? far sorgere figli di Abramo dalle pietre,
cosi? potrebbe far sorgere battezzati dalle pietre!
Allora cosa dobbiamo chiederci, fratelli e sorelle? Anzitutto se l'Eterno lo vediamo presente nella
nostra storia, in modo reale pero? e non simbolico. Se la consapevolezza di essere sempre alla
presenza dell'Eterno fa parte o no della nostra vita quando scegliamo per questa o quella azione,
per questo o quel lavoro. O se l'Eterno e? come il calendario, magari quello di Valli Nostre, appeso
alle pareti, che ci ricorda che si, c'e? una storia, ci sono dei giorni che passano, ma, appunto
passano... uno piu? o meno uguale all'altro. Poi possiamo chiederci se siamo consapevoli di essere
salvati per grazia, se siamo cioe? consapevoli che il dono che l'Eterno fa alla nostra vita e?
infinitamente piu? grande di qualsiasi cosa possiamo donargli noi. O se invece non presumiamo, a
volte, di esserci meritati in qualche modo la salvezza, per le nostre ricchezze, che queste siano in
denaro, o in sapienza, o in qualunque altra cosa. E se abbiamo sposato il disegno del Figlio, come
questi ha sposato il disegno del Padre. Completamente, accettando i rischi e le incognite di una
scelta di questo tipo; rischi ed incognite ancora piu? grandi in una societa? come la nostra, che
preferisce vivere alla giornata, che non si pone obiettivi, in politica come in economia, che non
vanno al di la? del giorno, del mese o dell'anno dopo.
Ed infine come viviamo questo impegno battesimale? Le nostre priorita?, a partire dalla nostra
stessa vita comunitaria, sono le stesse del Figlio? Mettiamo avanti i poveri, materiali o nello
spirito? Ci lasciamo interpellare da chi e?, o ci pare essere, meno sapiente o meno importante.
Spesso nelle nostre comunita? ci si lamenta che siamo sempre le stesse facce o che non ci sono
giovani. Ma che possibilita? concreta ha, chiediamocelo, una faccia nuova, di essere non solo
accolto, ma anche ascoltato, considerato nella nostra comunita?? Ed un giovane, quando c'e? o si
affaccia, viene considerato per le sue ricchezze di giovane, per la sua spontaneita?, o viene
comunque rimandato al nostro solito modo di agire, alle nostre prassi, magari consolidate, ma
magari anche stanche e da rinnovare? Il battesimo e? una scelta adulta, da persone adulte nella
fede. Chiediamoci se lo siamo, fratelli e sorelle, secondo la logica dell'Eterno. Chiediamoci se
siamo o no, epifania di Dio, per gli uomini e le donne che incontriamo lungo il cammino della
vita.
Amen
Luca Zacchi

Articoli più recenti: