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Molte volte e in un arcobaleno di modi

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Sermone in ricordo di Massimo Tommasini, anziano della Chiesa Battista di Grosseto


L'Eterno, fratelli e sorelle, ci parla spesso attraverso vie che sono tutte sue. L'Eterno, passatemi l'espressione, ci spiazza sempre! Così avviene che le sue vie non sono le nostre vie, che i nostri pensieri non sono i suoi pensieri (cfr. Isaia 55,8-9) e che quando Dio dice una parola, noi ne intendiamo due (Salmo 62,12). Ci aspettiamo frutti da un albero che non ne dà, e invece ci troviamo a raccoglierne tanti da un altro sul quale non avremmo scommesso un centesimo che è uno.

In questo senso va inteso anche il brano che abbiamo appena ascoltato, il primo capitolo della lettera agli Ebrei.

  1. Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti,
  2. in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.

Molte volte e in molte maniere Dio parla agli uomini ed alle donne; anzi, direi che se c'è uno che non si stanca mai di parlare è proprio lui. E' capace persino di parlarci con il suo silenzio talvolta… Ma c'è un modo fondamentale, unico, che ha l'Eterno di parlare alle sue creature che è attraverso il Cristo, attraverso la persona di Gesù. Un modo fondamentale, un modo unico, ma fratelli e sorelle, contrariamente a quanto potremmo essere tentati di pensare e i credere, un modo tutt'altro che irripetibile. Tentati dico, perché non è vero che non possiamo vivere ed agire come ha vissuto ed agito Gesù. Egli, più volte, nel Vangelo, ci dice proprio il contrario. Abbiamo uno stesso Padre, lo preghiamo con le stesse parole, abbiamo avuto in dono il medesimo spirito, siamo non solo fratelli e sorelle in lui ma siamo figli nel Figlio. E' tutto il contrario, non solo possiamo ma dobbiamo agire, siamo chiamati ad agire, vivere, parlare come lui ha fatto. Siamo chiamati ad imitarlo. A dialogare tra di noi con le sue parole; a parlare ed a confrontarci con il mondo con le parole e gli atteggiamenti che Egli ebbe verso il mondo. A non aver paura del mondo, perché lui l'ha vinto e noi, se siamo in lui, possiamo vincerlo. A cercare la pace in questo mondo, non quella del mondo, ma la sua, perché già la possediamo in noi… se solo avessimo la fede di crederci fratelli e sorelle, altro che spostare montagne! Siamo chiamati a vedere il mondo con i suoi occhi, ad ascoltare ogni voce di questo mondo con i suoi orecchi, con l'attenzione amante con cui lui ascoltava ogni uomo ed ogni donna che gli si rivolgevano. A volte, addirittura li anticipava, perché l'Eterno, si sa, è capace di vedere il cuore… e anche noi lo saremmo, se, negli altri, ci sforzassimo ogni volta di vedere lui…

Il nostro fratello Massimo, che voglio ricordare anche oggi assieme a voi, era un uomo così; era uno di noi, non privo di contraddizioni nel suo agire, non privo di dubbi; condivideva con noi la fragilità della nostra condizione umana. Ma quello che vi ho appena detto, fratelli e sorelle, per quello che ho conosciuto Massimo, era qualcosa che gli era chiaro, e lo manifestava in tanti modi… Scrivevo ricordandolo che lo faceva con la luce dei suoi capelli e del suo sorriso, con cui accoglieva il fratello o la sorella che aveva di fronte, sapendo, come Abramo, di accogliere così l'Eterno che veniva a visitarlo. Lo faceva con i mille colori del suo computer, con cui era capace di raccogliere i sogni, le speranze, i dolori, le gioie di tanti fratelli e sorelle… un computer arcobaleno di un uomo arcobaleno, che sapeva che il mondo non è bianco o nero, il mondo è giallo, rosa, rosso, arancio, blu, verde… che sapeva che il seguace di Cristo non può essere un superficiale, deve essere attento ad ogni sfumatura, tenue o forte che questa sia; soprattutto quando ci si trova di fronte a sfumature di creature umane… i più sfortunati, i più derelitti, quelli che nessuno vede in questo mondo, quelli che si vorrebbero mettere da parte, perché mettono in questione il nostro essere o il nostro modo di vivere. Lo esprimeva, questo essere un arcobaleno aperto al mondo, anche nelle sue preghiere, che tante volte ho ascoltato, dove spesso la Parola, quella Parola, prendeva il sopravvento sulle sue parole di uomo. E così dovrebbe essere per ognuno di noi, chiamato a non annunciare se stesso, i propri doni o le proprie capacità, ma chiamato ad annunciare il Vangelo e quello solo.

Si può dire allora fratelli e sorelle, che molte volte ed in molti modi Dio ha parlato al mondo… lo ha fatto in modo unico anche attraverso Massimo, andando oltre le sue croci e le sue angosce, colorando di arcobaleno la sua persona; per lui lo ringraziamo ancora una volta. E ci impegniamo, per ricordarlo veramente, come singoli, ma soprattutto come comunità, una comunità che ha tanto amato e tanto ama, a ricordarlo sforzandoci anche noi di sentire quello stesso amore per l'evangelo del Cristo, ad avere anche noi occhi, orecchi, amni e piedi arcobaleno, per conquistarci la stessa capacità di accogliere e sorridere, e tendere le braccia in un abbraccio morbido al fratello o alla sorella che incontriamo per le strade della vita, per le strade del mondo, per le strade su cui ci siamo impegnati a portare l'Evangelo di Gesù. Con gli stessi occhi brillanti per amore.

Amen

Luca Zacchi


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