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Gioele 2:12-14

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Gioele 2:12-14

12 Nondimeno ecco l’oracolo del Signore:
“ Convertitevi con tutto il vostro cuore,/ con digiuni, pianti e lamenti”.
13 E stracciatevi il cuore, non le vesti
Convertitevi al Signore vostro Dio/ perché è misericordioso e compassionevole
Lento all’ira, pieno di bontà/ e si pente del male
14 Chissà! Potrebbe convertirsi e pentirsi/ e lasciare cadere una benedizione
Grano e vino a Dio vostro Signore.

La situazione è grave, non c’è alcun dubbio! Chi legge l’inizio del profeta Gioele si accorge immediatamente che la situazione è grave! Aleggia una forte percezione di una catastrofe imminente. La sensazione sempre più netta che le cose non vanno bene e che la situazione peggiorerà. “L'avanzo lasciato dal bruco l'ha mangiato il grillo; l'avanzo lasciato dal grillo l'ha mangiato la cavalletta; l' avanzo lasciato dalla cavalletta, l'ha mangiato la locusta”.

E come non fare subito un salto ad oggi e dire che anche noi abbiamo la stessa percezione, la medesima sensazione. Abbiamo tirato troppo la corda. Sentiamo di esserci avvicinati troppo alla catastrofe, che viviamo in un momento critico e un certo pessimismo corre lungo la nostra schiena: la situazione è grave e non potrà che peggiorare. Gli ottimisti sostengono che si tratta solo di una percezione e che in realtà la situazione non è poi così grave. Ma noi abbiamo sempre più la sensazione che sia più vera la nostra percezione della realtà, che la realtà che molti politici ed economisti rappresentano. Che sia più vera l’inflazione percepita al 6% per certo che quella reale al 3%. “L'avanzo lasciato dal bruco l'ha mangiato il grillo; l'avanzo lasciato dal grillo l'ha mangiato la cavalletta; l'avanzo lasciato dalla cavalletta, l'ha mangiato la locusta”, così si esprime il profeta Gioele.

Noi, in modo meno poetico, possiamo dire la stessa cosa: la devastazione dell’ambiente è giunta a livello insostenibile e i grandi del G8 mangiano l’avanzo lasciato dal bruco: il costo complessivo della distruzione dell’ambiente in Cina può essere valutato tra l’8 e il 12 per cento del prodotto nazionale, che corrisponde al loro prodotto interno lordo; i cinesi producono una ricchezza che equivale al costo della distruzione dell’ambiente. Gli squilibri tra ricchi e poveri diventano sempre più drammatici e l’avanzo lasciato dal grillo lo mangiano i Paesi più sviluppati: per produrre un wafer di silicio per il mio computer su cui ho scritto questo sermone ci vogliono 6000 litri di acqua. Vi sono nel mondo un miliardo e mezzo di lavoratori indifesi e l’avanzo lasciato dalla cavalletta lo mangiano le grandi corporation: non sono i rom a creare insicurezza, ma è il lavoro flessibile che crea incertezza tra i giovani, famiglie senza garanzie, adulti sempre nell’angoscia di perdere il lavoro.

La tensione morale è sempre più bassa tra i politici, i manager, i grandi investitori e l’avanzo lasciato dalla cavalletta se lo mangia la locusta di un sistema economico che è giunto alla frutta. Condividiamo con Gioele la percezione che le cose non vanno per niente bene. Che una catastrofe bussa alla porta della nostra follia. Ma con Gioele possiamo condividere anche una parola, la Parola di Dio, che giunge inaspettata in un momento che sembra senza alcuna speranza. “Nondimeno ecco l’oracolo di Dio”. Dio ha una parola da dire che apre uno spiraglio di speranza. C’è una via di uscita. Il giusto pessimismo della ragione si apre al grande ottimismo della fede. C’è una via di uscita. C’è la possibilità di invertire la rotta, di convertirsi, di riconvertire il proprio modo di produrre e di consumare. E’ possibile pentirsi. Stracciare il proprio cuore. Cioè la propria volontà e la propria intelligenza, per accogliere quest’unica, ultima!, possibilità che ci viene offerta: fare spazio alla Parola di Dio.

Pentirsi non è facile! Bisogna abbassare le mura che proteggono il nostro orgoglio. Pentirsi non è facile per un individuo e neppure per un’intera società, un intero mondo. Siamo restii a pentirci. Sono gli altri che lo debbono fare, noi no, non ne abbiamo bisogno. Pentirsi significa riconoscere che finora si è sbagliato e che bisogna fare dietro front. Pentirsi è dare ragione a Dio e torto a noi stessi. Pentirsi è cambiare, non restare sempre uguali a noi stessi. Sempre fermi alla stesso punto. Pentirsi è trovare un nuovo equilibrio che non può soltanto essere personale. A cosa servirebbe trovare un equilibrio proprio in un mondo che precipita? Ma non si può neanche costruire un equilibrio sociale che non sia centrato sul benessere di ogni uomo e di ogni donna. Pentirsi è accorgersi dell’altro. Anche se l’altro si chiama zingaro. Non è escludendo che inizia il pentimento, ma costruendo reti di relazioni solidali.

Pentirsi è aprirsi a un senso nuovo della vita che non può essere soltanto misurato dal prodotto interno lordo o dal reddito pro capite, ma che deve poter passare anche per misuratori che tengano conto del tasso di solitudine, del disagio psicologico, della perdita di senso, della stanchezza esistenziale, del bisogno di felicità. Pentirsi è fare dietro front. Invertire la rotta di fronte ad un imperativo categorico: la Parola di Dio. Una parola che vuole salvarci da una catastrofe personale e sociale. Una parola che vuole salvare e che ha il potere di salvare. Una parola che ci chiede di convertirci e ci offre in cambio la conversione di Dio. Il nostro dietro front in cambio del dietro front di Dio. Il nostro pentimento in cambio del pentimento di Dio. La Parola di Dio non chiama soltanto noi a un grande cambiamento, offre anche il grande cambiamento di Dio.

Dio fa dietro front. Dio fa il passo indietro dell’amore. Espone la sua misericordia e ingoia la sua ira. Prende la croce e lascia la rabbia. Dio si pente attraverso la carne di suo figlio del male che ha immaginato. L’Iddio che ha minacciato il suo popolo fa dietro front e annuncia che il popolo sarà salvo. L’Iddio che ha minacciato la distruzione della terra fa dietro front e annuncia che la terrà produrrà i suoi frutti. In Gesù il mondo incontra l’amore di Dio che prende su di sé il dolore del mondo, che ascolta il suo lamento, il suo pianto. Che vede la sua fame e la sua sete. In Gesù il mondo incontra il grande dietro front della grazia di Dio. Della sua misericordia. In Gesù il mondo incontra la grande opportunità che Dio offre al mondo: aprirsi al dono della sua salvezza.

Chi comincia a leggere Gioele rimane impressionato dagli scenari terribili che gli si parano davanti. Scenari non meno terribili si parano davanti anche a noi in questa epoca. Ma il profeta pronuncia improvviso un oracolo di Dio che dice: Nondimeno ora c’è una salvezza. Una salvezza che passa per il nostro pentimento, ma che passa anche per l’infinito amore di Dio che in Gesù Cristo ha mostrato la sorprendente potenza della sua misericordia. Amen


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