I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Messaggio di Pasqua 2016

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ROMA, 22 marzo 2016 - L’intero movimento cristiano, la chiesa cristiana nella sua molteplice varietà, è la realizzazione delle liete notizie di Pasqua (James Wm. Mc Clendon, teologo battista)

Care Chiese, noi dobbiamo la nostra esistenza alla Pasqua. Il Big Bang della nuova creazione è esploso nella vecchia creazione e le radiazioni della risurrezione attraversano l’anziano mondo che borbotta rinchiuso nei suoi soliti vizi di morte, di esclusioni, di ingiustizie. Noi che siamo stati partoriti dallo Spirito della tomba vuota dobbiamo imparare a non soccombere allo sguardo impaurito che osserva rassegnato e non intravede la nuova dimensione della risurrezione.

Abbiamo bisogno dell’evangelo come di un telescopio per osservare la nuova luce e lasciarci abbagliare. A noi chiamati ad essere astronomi della risurrezione giungano i suoi riflessi di luce. Se sapremo raccontarli, sapremo sperare e vincere. Sarebbe bello se in questo periodo pasquale, in ogni chiesa, raccontassimo storie di risurrezione. Io ne condivido una, antica quasi di cinquecento anni. Nel febbraio del 1527, nei pressi di Schleitheim, una cittadina ai confini tra l’Austria e la Svizzera, Michael e Margaretha Sattler1 e con loro altre sorelle e fratelli, decisero assieme di convocare un incontro per discutere e decidere se essere discepoli del risorto o, spaventati, ripiegare in una forma di spiritualismo innocuo e sottomettere la parola di Dio al potere dei principi. Decisero di passare per la porta stretta del risorto e dal luogo geografico della nuova creazione giunge chiara la luce della risurrezione. Non abbiamo resoconti di 1 Michael Sattler, insieme a sua moglie Margaretha, furono due figure di spicco tra l’anabattismo svizzero e della Germania meridionale. Poco dopo la conferenza di Schleitheim, Michael e Margaretha furono arrestati dalle autorità cattoliche austriache, Sattler aveva con sè gli articoli di fede. Sattler fu giudicato assieme a sua moglie e ad altri anabattisti e, dichiarato colpevole, fu condannato a morte. Questo il verdetto della corte: “… sarà consegnato al carnefice. Questi lo porterà in piazza e qui gli mozzerà dapprima la lingua, poi lo incatenerà solidamente ad un carro e quivi con delle tenaglie arroventate gli strapperà due volte dei pezzi di carne dal corpo, poi durante il tragitto al luogo dell’esecuzione altre cinque volte come sopra e infine brucerà il suo corpo sino alla cenere come si conviene ad un arcieretico”. Dal carcere Sattler scrive: “Se voi amate il vostro prossimo, voi non sarete bramosi di punire e di scomunicare, non cercherete il vostro interesse, non penserete il male, non sarete ambiziosi, e finalmente non vi gonfierete; ma sarete misericordiosi, giusti, mansueti in tutte le cose, sottomessi e compassionevoli verso i deboli e gli infermi”. Questa può essere definita l’etica della risurrezione! 00186 Roma - Piazza S. Lorenzo in Lucina, 35  Tel. 06-6876124 06-6872261 Fax 06-6876185  e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. quell’incontro. Furono però scritti sette articoli di fede, inseriti in una vera e propria lettera pastorale che ad essi offre un prologo e una conclusione. Da questi brevi scritti possiamo affermare che: 1. I partecipanti a quell’incontro si considerarono tra loro uguali, non ci furono distinzioni di genere. Si chiamarono tra loro fratelli e sorelle, figli e figlie di Dio: “Amati fratelli e sorelle nel Signore”. 2. I partecipanti erano divisi tra coloro che guardavano con favore a un compromesso tra stato e chiesa e chi invece affermava una chiesa separata. Attraverso il solo e rispettoso esercizio del potere del confronto e della discussione si scelse il modello ecclesiologico della libera chiesa. Gli articoli furono intitolati: Fraterno accordo di alcuni figli e figlie (Kinder in tedesco indica sia figlio che figlia) di Dio riguardo a sette articoli 3. I partecipanti sentivano chiaro il pericolo della persecuzione, ma non furono sopraffatti dalla paura. Un profumo di risurrezione sosteneva il fragile coraggio di “… tutti coloro che desiderano di camminare nella risurrezione di Gesù Cristo”. 4. I partecipanti si sentivano protetti e guidati da una koinonia2 dell’amore. Soltanto il forte legame comunitario poteva sostenerli nell’affrontare la dura persecuzione senza arrendersi e senza lasciarsi prendere dall’odio e dalla rabbia: “… e ci minacciarono ora con la forca, ora con il fuoco, ora con la spada. In questa penosa situazione mi rimisi interamente alla volontà del Signore, e mi preparai, insieme a tuti i miei fratelli e a mia moglie, a morire a motivo della sua testimonianza”3. Buona Pasqua e che la luce della risurrezione ci illumini. Vostro servo in Cristo,